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All’interno del pensiero filosofico di Eraclito (VI/V sec. a.C.), uno dei più grandi esponenti della filosofia antica, ricorre frequentemente un’opposizione molto particolare: quella tra gli “svegli” e i “dormienti”.
Secondo Eraclito gli “svegli” sono gli uomini capaci di andare oltre l’apparenza, dunque, in una parola, i filosofi. Al contrario “i dormienti” sono quelli che Eraclito chiama “i molti”, ossia la maggioranza della popolazione, che, non essendo in grado di filosofare, si sofferma all’apparenza, e non riesce a scavare oltre lo strato superficiale. Quanto può essere dannosa, se portata ai giorni nostri, questa opposizione?
By Sirius GameAll’interno del pensiero filosofico di Eraclito (VI/V sec. a.C.), uno dei più grandi esponenti della filosofia antica, ricorre frequentemente un’opposizione molto particolare: quella tra gli “svegli” e i “dormienti”.
Secondo Eraclito gli “svegli” sono gli uomini capaci di andare oltre l’apparenza, dunque, in una parola, i filosofi. Al contrario “i dormienti” sono quelli che Eraclito chiama “i molti”, ossia la maggioranza della popolazione, che, non essendo in grado di filosofare, si sofferma all’apparenza, e non riesce a scavare oltre lo strato superficiale. Quanto può essere dannosa, se portata ai giorni nostri, questa opposizione?

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