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FilmAmo Interview • Tekla Taidelli


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Oggi siamo felici di ospitare una regista che ha fatto della ricerca, dello sguardo e dell’ascolto il cuore del proprio lavoro artistico: Tekla Taidelli.
Il suo percorso attraversa il cinema indipendente, la sperimentazione visiva e la formazione, con un’attenzione costante all’essere umano, alle relazioni e ai territori, intesi non solo come luoghi fisici ma come spazi emotivi e narrativi.

FilmAmo è partner di cineforum, festival e realtà culturali in tutta Italia, e nasce proprio per dare voce a professionisti come Tekla, che contribuiscono a costruire un cinema vivo, consapevole e profondamente contemporaneo.



Tekla, il tuo percorso nasce nel cinema e si sviluppa attraverso una ricerca molto personale, sia dal punto di vista narrativo che visivo. Come è iniziato il tuo cammino nella regia e quali sono stati i momenti chiave che ti hanno portata a definire il tuo linguaggio cinematografico?
Nei tuoi lavori emerge una grande attenzione al non detto, ai silenzi, ai dettagli e allo sguardo. Quanto conta per te l’immagine rispetto alla scrittura? Parti più da una visione visiva o da una storia da raccontare?

Oggi fare cinema significa anche confrontarsi con un sistema produttivo complesso, soprattutto per chi lavora nel cinema indipendente. Qual è il tuo rapporto con questo mondo e con i festival, che per FilmAmo rappresentano un ecosistema fondamentale di scoperta e valorizzazione dei nuovi autori?

Il cinema sta attraversando una fase di profonda trasformazione: nuove tecnologie, nuove modalità di fruizione, streaming e persino intelligenza artificiale. Come vivi questo cambiamento? Lo percepisci più come una sfida o come un’opportunità creativa?
Nei tuoi film e nei tuoi progetti si avverte una forte componente personale, ma anche una grande capacità di osservazione del reale. Quanto c’è di autobiografico nel tuo cinema e quanto invece nasce dall’ascolto del mondo che ti circonda?
Oltre al tuo lavoro di regista, sei anche ideatrice della Scuola di Street Cinema, un progetto che porta il cinema fuori dai contesti tradizionali e lo riporta nella strada, nei luoghi vissuti, tra le persone. Come nasce questa idea e che tipo di approccio propone a chi si avvicina al cinema attraverso questo percorso?

La Scuola di Street Cinema sembra proporre una formazione molto diversa da quella accademica: più basata sull’esperienza, sull’osservazione e sulla presenza che sulla pura tecnica. Secondo te, oggi, quanto è importante tornare a un cinema “di strada”, capace di leggere la realtà prima ancora di metterla in scena?
FilmAmo lavora in rete con cineforum, festival e community cinematografiche che credono nel cinema come esperienza collettiva e formativa. Pensi che progetti come la Scuola di Street Cinema possano rappresentare una delle direzioni future per la formazione dei nuovi autori?
Guardando al futuro, su cosa stai lavorando in questo momento? Ci sono nuovi film, nuovi progetti o nuove direzioni artistiche che puoi anticipare al pubblico di FilmAmo?

Tekla, grazie per aver condiviso con noi il tuo percorso, la tua visione e il tuo modo di intendere il cinema come strumento di ricerca, relazione e formazione.

È stato un piacere averti ospite su FilmAmo.
E voi, amici di FilmAmo, non dimenticate di creare il vostro profilo su FilmAmo.it e scoprire con noi i nuovi protagonisti del cinema mondiale.
Alla prossima puntata sempre dai microfoni di Linda Simeone ! 🎬✨
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FilmAmo TalksBy Luca Redavid • Linda Simeone