Focus ESG

Focus ESG

By Agenzia di Stampa ITALPRESSBusinessScienceManagementEarth Sciences
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Focus ESG episodes

  • Focus ESG - Episodio 84
    MILANO (ITALPRESS) - Case più efficienti significano consumi e bollette più contenuti, abitazioni più confortevoli e anche un patrimonio immobiliare da valorizzare. Ma come finanziare la riqualificazione senza lasciare indietro chi non può permettersela? Nella puntata 84 di Focus ESG, la direttiva europea “case green” apre il confronto su mutui verdi, regole contro il greenwashing e incentivi. Le sole detrazioni fiscali rischiano di non raggiungere chi non può anticipare la spesa o non ha sufficiente capienza fiscale: servono anche contributi, garanzie per l’accesso al credito e assistenza. Con il giornalista Marco Marelli, ne parlano Luca Bertalot, segretario generale della Federazione Ipotecaria Europea e coordinatore del progetto DeliverEEM, e Monica Billio, Università Ca’ Foscari Venezia e Centro TranspArEEnS.

    fsc/gsl
    21 min
  • Focus ESG - Episodio 83
    MILANO (ITALPRESS) – Intelligenza artificiale, sicurezza finanziaria, euro digitale e physical AI: nella puntata 83 di Focus ESG si analizza una trasformazione che dai modelli linguistici entra nel mondo reale, con sistemi capaci non soltanto di elaborare informazioni, ma anche di vedere, comprendere e agire. Con il giornalista economico Marco Marelli ne parlano Monica Billio, Università Ca’ Foscari Venezia e Centro TranspArEEnS, e Loriana Pelizzon, Università Goethe di Francoforte e Leibniz Institute SAFE.

    fsc/gsl
    21 min
  • Focus ESG - Episodio 82
    MILANO (ITALPRESS) - Mobilità elettrica, crisi dell’automotive europeo, caro energia, congestione della rete e intelligenza artificiale: nella nuova puntata di Focus ESG si mette sotto la lente il cambio di paradigma che sta trasformando il settore dei trasporti e che coinvolge tutte e tre le dimensioni ESG, ambientale, sociale e di governance. L’aumento dei costi di benzina, gasolio ed energia elettrica, la diversa accessibilità dei veicoli, la concorrenza asiatica e le difficoltà dell’industria europea rendono la mobilità uno dei terreni più rilevanti per misurare la competitività futura dell’Europa. Con il giornalista economico Marco Marelli ne parlano Monica Billio, Università Ca’ Foscari Venezia e Centro TranspArEEnS, Francesco Zirpoli, Università Ca’ Foscari Venezia e autore del libro Autodistruzione, e Fabio Pressi, CEO di A2A Mobility e presidente di Motus-E.

    fsc/gsl
    23 min
  • Focus ESG - Episodio 81
    MILANO (ITALPRESS) - L’acronimo ESG è capacità di avere futuro. L’Europa in questo inizio 2026 vede arrivare al pettine le scelte fatte nel passato: con numeri alla mano c’è certezza che la Ue è in fortissima difficoltà su tutte e 3 le dimensioni. L’Europa è terra di conquista dell’Asia nell’automotive, nella carta, nella chimica. Gli ETS vanno rivisti ma non c’è solo questo punto. C’è urgente necessità di rimettere al centro le competenze europee e agire di conseguenza. Con il contributo della professoressa Monica Billio, Università Ca’ Foscari Venezia e centro Transpareens, Francesco Buzzella, Presidente di Federchimica, Andrea Fano, Group CFO di Lucart, e il giornalista economico Marco Marelli, la puntata 81 di Focus ESG mette in evidenza la necessità di ripensare le politiche europee in una prospettiva integrata: ambientale, economica e sociale. Perché una transizione sostenibile non può limitarsi alla riduzione delle emissioni, ma deve preservare competenze, filiere produttive, investimenti e occupazione.

    fsc/gsl
    21 min
  • Focus ESG - Episodio 80
    MILANO (ITALPRESS) - Intelligenza artificiale, robot umanoidi, interessi geopolitici e crisi automotive: l’ottantesima puntata di Focus ESG mette al centro la dimensione sociale e di governance di una trasformazione che sta ridisegnando il lavoro, l’industria e la competitività europea. Con il giornalista economico Marco Marelli ne parlano Monica Billio, Università Ca’ Foscari Venezia e Centro TranspArEEnS, e Marco Seimandi, Vice President di Westport Fuel Systems, in un confronto che parte dall’avanzata tecnologica di Stati Uniti e Asia e arriva alle fragilità del modello industriale europeo. La crisi dell’automotive, il precedente storico della deindustrializzazione di Mulhouse, la pressione competitiva di Cina e India e il ruolo delle politiche industriali diventano così il filo conduttore di una riflessione su come evitare che la transizione verde si trasformi in nuova dipendenza tecnologica e produttiva.
    Al centro della puntata anche il confronto tra modelli diversi: da un lato l’Europa, chiamata a ritrovare neutralità tecnologica, energia competitiva, filiere corte e investimenti comuni; dall’altro l’Asia, con l’India che punta sul gas naturale nei trasporti e la Cina che costruisce ecosistemi integrati tra intelligenza artificiale, batterie, auto elettriche, rinnovabili, università e capitale pubblico. La sfida, per l’Europa, è costruire una governance capace di tenere insieme industria, ricerca, formazione, finanza e lavoro, senza rinunciare alla centralità dell’uomo in un’economia sempre più automatizzata.
    mgg/gsl
    23 min
  • Focus ESG - Episodio 79
    MILANO (ITALPRESS) - Nel nuovo episodio di Focus ESG dell'agenzia Italpress si parla dell’impatto dell’intelligenza artificiale e degli umanoidi sul futuro del lavoro, della società e della sostenibilità sociale. Il giornalista Marco Marelli si confronta con la professoressa Monica Billio, dell'Università Ca’ Foscari e coordinatrice del Centro di competenza TranspArEEnS, e con Alberto Pirelli, presidente della Fondazione Sodalitas. Dal parallelismo con la rivoluzione industriale di Ford emerge una trasformazione altrettanto dirompente, ma molto più rapida, che richiede nuove forme di governance, regole, trasparenza e supervisione umana. Al centro del confronto anche il ruolo delle imprese, chiamate a investire in welfare, formazione, competenze e inclusione per evitare nuove fratture sociali e digitali, con un focus sulle PMI. La sfida è cogliere le opportunità dell’innovazione senza rinunciare alla centralità dell’essere umano, alla responsabilità sociale e al valore del lavoro.

    fsc/gsl
    22 min
  • Focus ESG - Episodio 78
    MILANO (ITALPRESS) - In Europa oltre 200 milioni di immobili consumano troppa energia. La riqualificazione è una priorità non solo ambientale, ma economica e sociale. Per finanziare davvero la transizione servono dati affidabili, regole comuni, strumenti finanziari e meccanismi capaci di distinguere i finanziamenti realmente green dal greenwashing. Nell'episodio 78 di Focus ESG ne parlano Marco Angheben, Head of Business Development di European DataWarehouse e Coordinatore del progetto ENGAGE for ESG, e Monica Billio, Università Ca’ Foscari Venezia e Coordinatrice del Centro TranspArEEnS, con il giornalista economico Marco Marelli.

    fsc/gsl
    15 min
  • Focus ESG - Episodio 77
    MILANO (ITALPRESS) - La finanza sostenibile ha ormai smesso di essere una nicchia: dai primi green bond emessi quasi vent’anni fa a un mercato oggi centrale per investitori, imprese e sistema finanziario, il percorso degli ESG sembra segnare una direzione precisa. Ma quanto è davvero solida questa crescita? Ne parlano nella puntata 76 di Focus ESG, Monica Billio, Università Ca’ Foscari Venezia e centro Transpareens, e Ugo Rigoni, Università Ca’ Foscari Venezia, con il giornalista economico Marco Marelli.
    fsc/gsl
    23 min
  • Focus ESG - Episodio 76
    ROMA (ITALPRESS) - Le tematiche ESG rappresentato un fattore determinante per le PMI perché incidono direttamente sulla competitività, sull’accesso al credito e sulla capacità di attrarre investimenti. Su questi temi, tuttavia, mentre le grandi aziende hanno già compiuto passi importanti, molte piccole imprese, pur essendo già sostenibili, faticano a comunicarlo. Serve un cambio di passo e, in questo contesto, la finanza sostenibile e le politiche pubbliche possono svolgere un ruolo chiave: attraverso strategie nazionali, fondi dedicati e collaborazioni tra istituzioni, università e sistema camerale. Nella nuova puntata del format dell'agenzia Italpress "Focus Esg", Marco Marelli ne parla con la professoressa Monica Billio, Università Ca’ Foscari Venezia e Fondazione Grins, con il Roberto Amerise, dirigente del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, e Sandro Pettinato, vicesegretario generale Unioncamere. 
    col3/gsl
    23 min
  • Focus ESG - Episodio 75
    MILANO (ITALPRESS) - L’energia fossile non abdica e attenzione ai molti interessi globali. Il paradosso europeo: riserve infinite di petrolio nel mondo ma mancanza di raffinazione. E’ allarme per il jet fuel, il cherosene, nel Vecchio Continente. Una possibile soluzione se la crisi permane? Chiedere soccorso agli USA nell’immediato, ma quello che serve è un cambio di passo strategico. Attenzione alle mosse dell’Arabia Saudita ma anche al ruolo della Turchia. Sull’energia c’è una concentrazione di interessi mai vista prima perché il mondo è sempre più energivoro e l’efficienza non basta come le rinnovabili. Negli anni settanta i grandi consumatori erano pochi, Stati Uniti, Unione Sovietica, Europa Occidentale e Giappone. Oggi si sono aggiunti: Cina, India, Mercosur, Arabia. I consumi si stima siano aumentati del 175 per cento e c'è chi parla di aumenti nel medio periodo altrettanto significativi per l'intelligenza artificiale in primis. L’Asia si muove alla ricerca di energia, con Corea e India fortemente attivi. L’Europa è in crisi e cerca di reagire perché la transizione con le fonti rinnovabili non basta. L'energia può essere fossile, petrolio, carbone e gas; rinnovabile, solare, eolico, idroelettrico; e nucleare. Nel mondo il mix energetico oggi vede prevalere ancora il fossile con l'80%, il 14-15% per le rinnovabili e il nucleare è al 4-5%. Costo energia e disponibilità sono i due asset strategici, ma anche la lavorazione dal grezzo al prodotto finito. In Italia abbiamo chiuso negli ultimi quindici anni ben sei raffinerie e in Europa sono passate da 114 a 94 per una perdita di capacità superiore al 15%. Nel passato si è fatto troppo affidamento agli approvvigionamenti dalla Russia e con la guerra ancora in atto in Ucraina si è persa capacità e ci si è scoperti corti. Ma quanto petrolio c'è nel mondo e dove si trovano le riserve maggiori? L’Arabia Saudita non ha mai rivelato le sue riserve. E il petrolio del Venezuela quanto incide? Gli Stati Uniti estraggono oggi più di Russia e Arabia Saudita messe insieme grazie alla tecnologia del fracking e hanno raggiunto l’indipendenza energetica. E sempre gli Stati Uniti hanno una produzione di Jet Fuel che potrebbe risolvere la carenza che in Europa potrebbe mettere a rischio i voli a breve. Oggi si sente dire anche che il momento che stiamo vivendo è peggiore di quello degli anni settanta. Ma è vero? Nell’Adriatico c’è un giacimento di gas che l’Italia non sfrutta mentre la Croazia lo fa. E perché il gasolio costa sempre di più? Ma anche quanta consapevolezza c’è, sempre sul gasolio, che è più pulito perché gli è stato tolto lo zolfo e ha richiesto additivazione speciali e viene miscelato con biodiesel che ha costi elevati? Con la crisi russa del 2022 l’Europa ha pensato di ricollegarsi al Medio Oriente, dove nel frattempo sono partite raffinerie anche molto importanti. Adesso dopo il cigno nero in Russia, si è aggiunto il cigno nero dello stretto di Hormuz e quindi siamo a livello europeo in una situazione molto critica. Nell'ultimo documento che verrà discusso a Cipro il 22-23 di questo mese, l'Europa inizia ad individuare una criticità nella raffinazione e potrebbe essere il cambio di passo necessario per ridurre i rischi. Sul gasolio l'Italia è tra i quattro paesi europei che ha una capacità di raffinazione che supera la domanda nazionale; sul jet fuel si copre il 50% della domanda, un altro 50% lo dobbiamo importare. Larry Fink, CEO di BlackRock, ha fatto due scenari, 150 dollari al barile se l'Iran dovesse continuare a rappresentare un pericolo per la stabilità regionale, 40 dollari nel caso in cui l'Iran venisse reintegrato pienamente nell'economia internazionale. E’ una forchetta eccessiva? Sapendo che la chiusura dello stretto di Hormuz vale 20 milioni di barili al giorno, significa che ogni giorno quei paesi perdono 2 miliardi di dollari, che è una cifra talmente alta che sicuramente troveranno il modo di spostare una parte di quei volumi sul Mar Rosso, cosa che ad esempio l'Arabia Saudita sta già facendo, oppure spostarli dalla zona dell'Iraq verso la Turchia e poi utilizzare la pipeline che va a Ceyhan, che è un'altra opportunità, magari potenziandola. Quando cresce il prezzo del petrolio, chi guadagna molto è chi estrae petrolio; la parte che sta a valle, quella del downstream petrolifero, fatta di raffinazione e distribuzione è di fatto compressa. In un contesto complicato il ruolo dei consumatori per avere prezzi più bassi alla stazione di servizio non va comunque sottovalutato. Nella puntata 75 di FOCUS ESG, il giornalista Marco Marelli e il Presidente di UNEM Gianni Murano affrontano il tema energia e fonti fossili, petrolio compreso, a 360°, per saperne tutti di più.

    fsc/gsl
    21 min

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Rubrica dedicata a sostenibilità, finanza responsabile e governance con analisi su ambiente, inclusione e scelte economiche.