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In questa nuova puntata di Tamside parliamo di “Giovedì”, una poesia che abita il tempo dell’attesa.
“Giovedì” non è semplicemente un giorno della settimana, ma uno spazio sospeso tra ciò che è stato e ciò che sta per nascere. È il momento in cui l’aria cambia prima che qualcuno abbia il coraggio di dirlo ad alta voce.
La poesia racconta l’attraversamento di uno sguardo, vissuto come un guado: qualcosa che può travolgerti, ma che scegli comunque di attraversare. L’amore non viene descritto come un temporale improvviso, ma come un ponte costruito con coraggio e vertigine. Un passaggio consapevole, fragile e potente allo stesso tempo.
C’è una città sullo sfondo, una strada che prima piangeva e ora tace. C’è l’idea di due persone che imparano a pensarsi come si impara una lingua straniera: con accento incerto, con mani che tremano.
“Giovedì” parla di quel momento preciso in cui un sentimento smette di essere possibilità e comincia a diventare direzione. Non è ancora certezza, ma è già scelta.
È la sera in cui attraversiamo il ponte senza ombrello e senza mappa, con negli occhi qualcuno che diventa casa.
By TamsideIn questa nuova puntata di Tamside parliamo di “Giovedì”, una poesia che abita il tempo dell’attesa.
“Giovedì” non è semplicemente un giorno della settimana, ma uno spazio sospeso tra ciò che è stato e ciò che sta per nascere. È il momento in cui l’aria cambia prima che qualcuno abbia il coraggio di dirlo ad alta voce.
La poesia racconta l’attraversamento di uno sguardo, vissuto come un guado: qualcosa che può travolgerti, ma che scegli comunque di attraversare. L’amore non viene descritto come un temporale improvviso, ma come un ponte costruito con coraggio e vertigine. Un passaggio consapevole, fragile e potente allo stesso tempo.
C’è una città sullo sfondo, una strada che prima piangeva e ora tace. C’è l’idea di due persone che imparano a pensarsi come si impara una lingua straniera: con accento incerto, con mani che tremano.
“Giovedì” parla di quel momento preciso in cui un sentimento smette di essere possibilità e comincia a diventare direzione. Non è ancora certezza, ma è già scelta.
È la sera in cui attraversiamo il ponte senza ombrello e senza mappa, con negli occhi qualcuno che diventa casa.