Consapevolezza e benessere emotivo.

Gli eventi mentali.


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Consapevolezza e benessere emotivo, ciao a tutti e ben ritrovati, oggi parliamo degli eventi mentali. Un brevissimo riepilogo delle puntate precedenti. La consapevolezza è una funzione mentale che possediamo tutti, spesso è poco utilizzata, mentre potrebbe aiutarci molto nel recuperare un buon benessere emotivo. Si manifesta con la capacità di radicarsi nel presente, con intenzione, focalizzando l’attenzione e sospendendo il giudizio, ad esempio nei confronti dei dati di realtà che i nostri organi di senso raccolgono nell’ambiente che ci circonda. Quando i dati di realtà arrivano poi al cervello, molte volte sono già stati elaborati, e spesso si mescolano o vengono arricchiti da pensieri ed emozioni, che esistono solo nella nostra mente. Questo è un passaggio chiave, pensieri ed emozioni sono esempi di eventi mentali. Ogni giorno il nostro cervello è attraversato da oltre 80.000 eventi, di tutti i tipi, belli e brutti, operativi e fantasiosi, ma sempre e solo eventi mentali (i pensieri disturbanti, ossessivi, depressivi, restano alla fine sempre pensieri, spesso e volentieri non fondati su dati di realtà). Molte volte noi tendiamo a trasformare un evento mentale in un dato di realtà, e magari ci rimuginiamo sopra allungando le catene conseguenti di pensieri, e agendo sulla base di dati inesistenti, finendo per soffrire. I pensieri disturbanti non sono sempre eliminabili (in alcuni casi sì, con un lungo lavoro, grazie all’attivazione di nuovi percorsi neuronali), ma possiamo invece provare ad accettarli con compassione attendendo che esauriscano il loro effetto, e parlo della sospensione del giudizio (evitando quindi di interpretarli). Quando un evento mentale disturbante compare nella nostra mente dobbiamo provare a diventare spettatori distaccati, osservatori non giudicanti, ci accorgeremo che, come una bolla di sapone, scomparirà, e saremo capaci di accompagnarlo fuori dal nostro spazio mentale (ma questo fa parte del nostro percorso di crescita con la Consapevolezza, con alcuni specifici esercizi). Se poi integriamo la focalizzazione con il rilassamento, acquisiamo maggiore Consapevolezza di avere spesso a che fare con eventi mentali, e non con dati di realtà. Alla base del rilassamento c’è il nostro respiro, al quale dedicheremo uno specifico capitolo, respiro che esprime un dato di realtà per definizione, il respiro in effetti esiste, e non può essere altrimenti dal primo istante in cui nasciamo all’ultimo in cui moriamo. Ancorandoci al respiro allora ci ancoriamo ai dati di realtà, ancorandoci ad un pensiero disturbante, ci ancoriamo ad un evento mentale. Gli eventi mentali sono oggetto di studio della psicologia cognitiva, pensieri ed emozioni (a loro volta insieme complesso di pensieri), che popolano sia in modo conscio che inconscio il nostro cervello. I pensieri spesso si organizzano in treni, e quando sono orientati al passato, possono generare emozioni di tristezza e rabbia, mentre se orientati al futuro, ansia e paura (quando abbiamo paura e non sappiamo perché, nella nostra mente c’è sempre un pensiero che riguarda il nostro futuro). Quegli stessi eventi mentali disturbanti, quando riusciamo a osservarli distaccati, respirando, possono diventare oggetto di un progetto di miglioramento personale, di autorealizzazione (la Nobile Saggezza del Buddhismo, grazie alle meditazioni sulla attenzione focalizzata della Consapevolezza). Come oramai abitudine vi propongo un esercizio tra i tanti, utile a comprendere quello che succede nella nostra mente. Seduti in una posizione confortevole, chiudiamo gli occhi, e per pochi minuti portiamo l'attenzione al respiro svuotando la mente, rilassandoci ed immaginando poi il seguente scenario:
"Sto camminando lungo una strada familiare. Dall'altro lato della strada vedo qualcuno che conosco, un amico. Sorrido e saluto. La persona non sembra notarmi e prosegue per la propria strada."  Stando per un po' sullo scenario mentale, potrebbero partire delle interpretazioni che cambieranno il nostro stato di rilassamento, attivando determinate emozioni come rabbia, tristezza, vergogna, colpa, depressione. Tutto ciò accade perché i nostri pensieri creano una lente attraverso la quale leggiamo il mondo ("non mi ha salutato perché ce l'ha con me"), e se poi siamo in una condizione di umore negativo tenderemo a interpretare il tutto ancor più negativamente. Il treno di pensieri potrebbe rotolare velocemente verso letture tragiche con grande sofferenza emotiva. Mi raccomando, non abbiate timore di commettere errori in questi primi esercizi, verrà il momento di lavorarci sopra. Alla prossima puntata dedicata al respiro!
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Consapevolezza e benessere emotivo.By Giorgio C. Russo