Gramsci, letto da Susi e Dario

Gramsci - Lettera 172 - 1° dicembre 1930


Listen Later

Carissima Tatiana,

ho ricevuto il pacco coi medicinali e con le altre cosette che mi hai mandato. Le sovra-calze vanno benissimo, ma ho paura che le scarpe finiranno con l'aver ragione anche di esse; in ogni modo non consumerò più un paio di calze alla settimana. Credo che sia inutile che mi mandi ancora dei ricostituenti tipo «Benzofosfan» o dei calmanti come l'ultimo che mi hai mandato: ho la persuasione che non mi giovino per nulla. Ti scriverò io, quando qualche cosa mi occorrerà, ciò che potrai mandarmi.

Carlo non mi ha ancora scritto dopo il suo viaggio a Turi, non so perché, sebbene lo immagini. Per adesso non ho bisogno di denari: ho 870 lire che mi basteranno per parecchi mesi. Da qualche mese non è permesso più di ricevere sigarette; si può invece ricevere tabacco sciolto. Avevo ricordato a Carlo che quando ero al carcere di Roma ricevetti o da lui o da te un pacchetto di tabacco turco, molto buono, nel senso che era simile al tabacco macedonia italiano d'una volta, quando ancora non lo mescolavano con tabacchi americani: costava, ricordo, 4,20 al pacchetto e ora deve costare non molto di più, perché l'aumento dei tabacchi esteri è stato molto leggero. Se hai voglia di occupartene te, potresti vedere
di ritrovarlo, mandamene poco, però, perché in caso di errore non ci sia una perdita rilevante; posso fumare solo tabacco leggero del tipo macedonia.

Sarei contento se tu riuscissi a trovare in qualche libreria di Roma il fascicolo di ottobre della rivista «La Nuova Italia» diretta dal professor Luigi Russo e potessi spedirla a Giulia. Vi è pubblicata una lettera in cui si parla del cortese contradditorio, avvenuto al Congresso
internazionale dei filosofi tenuto recentemente a Oxford, tra Benedetto Croce e Lunaciarski a proposito della questione se esista o possa esistere una dottrina estetica del materialismo storico. La lettera è forse dello stesso Croce o per lo meno di un suo discepolo ed è curiosa.

Pare che il Croce abbia risposto a una dissertazione del Lunaciarski prendendo un certo tono paterno, un po' di protezione e un po' di comicità scherzosa, con gran divertimento del Congresso. Dalla lettera appare anche che il Lunaciarski avrebbe ignorato che il Croce si è
molto occupato del materialismo storico, ha scritto molto in proposito e in ogni caso è eruditissimo di tutta questa materia, ciò che mi pare strano, perché le opere di Croce sono tradotte in russo e Lunaciarski conosce l'italiano molto correttamente.

Da questa lettera appare anche che la posizione del Croce verso il materialismo storico è completamente mutata, da quella che era fino a qualche anno fa. Adesso il Croce sostiene, niente di meno, che il materialismo storico segna un ritorno al vecchio teologismo... medioevale, alla filosofia prekantiana e pre-cartesiana. Cosa strabiliante e da far dubitare che anch'egli, nonostante la sua olimpica serenità, cominci a sonnecchiare troppo spesso, più spesso di quanto succedeva ad Omero. Non so se scriverà qualche memoria speciale su questo argomento: sarebbe molto interessante e credo che non sarebbe difficile rispondergli, attingendo nelle sue stesse opere gli argomenti necessari e sufficienti. Io credo che il Croce abbia ricorso a una gherminella polemica molto trasparente e che il suo giudizio, più che un giudizio storico-filosofico, sia niente altro che un atto di volontà, abbia cioè un fine pratico. Che molti così detti teorici del materialismo storico siano caduti in una posizione filosofica simile a quella del teologismo medioevale e abbiano fatto della «struttura economica» una specie di «dio ignoto» è forse dimostrabile; ma cosa significherebbe? Sarebbe come se si volesse giudicare la religione del papa e dei gesuiti e si parlasse delle superstizioni dei contadini bergamaschi. La posizione del Croce verso il
materialismo storico mi pare simile a quella degli uomini del Rinascimento verso la Riforma luterana: «dov-entra Lutero, sparisce la civiltà» diceva Erasmo, eppure gli storici e lo stesso Croce riconoscono oggi che Lutero e la Riforma sono stati l'inizio di tutta la filosofia e la civiltà moderna, compresa la filosofia del Croce. L'uomo del Rinascimento non comprendeva che un grande movimento di rinnovazione morale e intellettuale, in quanto si incarnava nelle vaste masse popolari, come avvenne per il Luteranismo, assumesse immediatamente forme rozze e anche superstiziose e che ciò era inevitabile per il fatto stesso che il popolo tedesco, e non una piccola aristocrazia di grandi intellettuali, era il protagonista e il portabandiera della Riforma. – Se Giulia potesse farlo, dovrebbe informarmi se la polemica Croce-Lunaciarski darà luogo a manifestazioni intellettuali di qualche importanza. – Come ricordi, qualche tempo fa, feci un'istanza al Capo del Governo per avere il permesso di
leggere determinati libri che mi erano stati trattenuti e oltre a questi, due altri che ancora non avevo e che domandavo di poter comprare e cioè: Fülöp Miller – Il volto del bolscevismo – con prefazione di Curzio Malaparte – Casa ed. Bompiani – Milano – e Leone Trotzky
– La mia vita: ed. Mondadori – Milano (non son sicuro se il libro di Trotzky abbia questo titolo o un titolo simile). La risposta è giunta ed è stata favorevole perciò ti prego di scrivere alla libreria e di farmeli spedire. Desidererei avere anche questi altri libri: 1° Benedetto Croce
– Eternità e storicità della filosofia – Biblioteca Editrice – Rieti – 2° Henri De Man – La gioia nel lavoro – Ed. Laterza – Bari – 3° Biagio Riguzzi – Sindacalismo e riformismo nel Parmense – Ed. Laterza – Bari. – A proposito dell'istanza al Capo del Governo, sarà forse bene che tu avverta Carlo di non fare altre sollecitazioni, nel caso che ne avesse l'intenzione; mi pare che le cose sono andate abbastanza bene.

Carissima, devo consegnare la lettera. Ti abbraccio teneramente.
Antonio


Le cancellature delle linee – ultime della pagina precedente e prima di questa pagina – le ho fatte io. Se scrivi a Carlo digli che mi dispiace che egli da tanto tempo non mi scriva e non mi mandi notizie sulla salute di mamma.

Ti devo fare i migliori complimenti per la confezione delle sovra-calze: hai fatto un bellissimo lavoro e che ti deve avere affaticato molto perché la stoffa è molto robusta e deve essere stata difficile da cucire. Ti ringrazio proprio di cuore.
Antonio
...more
View all episodesView all episodes
Download on the App Store

Gramsci, letto da Susi e DarioBy Radio Ortica