Queste le principali notizie da Bologna e dall’Emilia-Romagna del 14 ottobre 2025.
In apertura l’ennesima morte sul lavoro. Sciopero di due ore a fine turno oggi e presidio davanti ai cancelli dell’azienda metalmeccanica Righi di San Giorgio di Piano, dove ieri è morto un lavoratore di 28 anni di origini bengalesi, colpito da un pezzo di ferro staccatosi da un macchinario. A proclamare la protesta sono Fiom, Fim e Uilm che chiedono un tavolo di confronto con istituzioni e parti datoriali perché la piaga delle morti sul lavoro vede Bologna come maglia nera. Simone Selmi, segretario della Fiom di Bologna. (AUDIO)
Ancora il lavoro. Vasta operazione questa mattina contro lo sfruttamento sul lavoro e il favoreggiamento all’immigrazione tra Ferrara e Rovigo. I carabinieri hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti imprenditori di origine moldava, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina pluriaggravato e di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Si sono svolte anche perquisizioni domiciliari ed informatiche nei confronti di due imprenditori italiani, ritenuti responsabili di sfruttamento del lavoro quali utilizzatori finali della manodopera procurata dai primi due.
Passiamo alla lotta alla mafia. Un nuovo colpo ai clan della ’ndrangheta arriva con il blitz scattato all’alba di oggi, coordinato dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e condotto dai carabinieri del comando provinciale di Crotone. Un’operazione massiccia, che ha visto impegnati oltre 150 militari in quattro province italiane – Crotone, Cosenza, Taranto e Bologna – e che ha portato a 18 arresti e 3 obblighi di dimora. Nel mirino delle forze dell’ordine sono finite le cosche radicate a Cirò Marina, Strongoli e Cariati, accusate di omicidio, estorsione, turbativa d’asta, ricettazione e reati in materia di armi, tutti aggravati dal metodo mafioso.
Ora l'ambiente. Parola fine per la discarica di Galliera. Che non si farà. A dirlo chiaro e tondo è l'assessora regionale all'Ambiente, Irene Priolo, rispondendo questa mattina in Assemblea legislativa alle interrogazioni di Pd e M5s. "La discarica di Galliera non si farà", afferma Priolo, sottolineando come il dibattito sul progetto presentato nel giugno scorso da Herambiente nel Comune del bolognese era "diventato un po' controverso". L'assessora ricorda che la Regione Emilia-Romagna ha deciso di non autorizzare più discariche per rifiuti urbani, dal momento che il fabbisogno ad oggi è coperto. Per i rifiuti speciali, invece, i progetti vengono valutati di volta in volta. "Tuttora sussiste un fabbisogno - precisa Priolo - ma esiste una regola aurea, non scritta, che chiedo sempre ai gestori di rispettare". E cioè, un progetto di discarica per rifiuti speciali "non si presenta se un'amministrazione comunale non è d'accordo - spiega l'assessora - anche perchè partire depositando le uova contro corrente come i salmoni è complicato".
Ancora l’ambiente. Il momento sarà "conviviale" ma la faccenda in questione resta seria. A un anno dall'esondazione del torrente Ravone, è stato organizzato per domenica prossima un momento appunto "conviviale", in via Andrea Costa a Bologna, una delle strade allora più colpite dall'evento meteo e inondata di fango. L'appuntamento è dalle 12 alle 18, nel tratto antistante la parrocchia di San Paolo di Ravone, e servirà anche a "ricordare che ancora non siamo al sicuro e che quanto è accaduto può accadere di nuovo senza l'individuazione di soluzioni che mettano in sicurezza la porzione di città che vive e lavora lungo il percorso del torrente", spiega in un comunicato Luca Vianelli del comitato "Ravone sicuro" che ha co-organizzato l'iniziativa assieme alla parrocchia, al gruppo scout Agesci Bologna 1, Plat e Bologna for climate change. Sarà una festa di strada con i banchetti delle varie associazioni e realtà che arrivarono in via Andrea Costa per spalare fango.
Passiamo alla scuola. I dinosauri arrivano in piazza Nettuno. È una provocazione ironica quella che ha organizzato il Centro Studi per la Scuola Pubblica per sabato prossimo, 18 ottobre. Il centro, insieme a tutta vasta rete che si oppone alle nuove indicazioni scolastiche del ministro Valditara sarà in piazza dalle 15.30 con un laboratorio di paleontologia all’interno di una mobilitazione nazionale contro quello che ritengono essere un modello di scuola ideologico, sessista e razzista. Gianluca Gabrielli, insegnante del Cesp. (AUDIO)
Ora la sanità. L'Emilia-Romagna cerca appartamenti per gli addetti del mondo sanitario, in particolare gli infermieri che molto spesso scelgono di lasciare la regione per zone d'Italia dove il costo della vita è inferiore e c'è maggiore disponibilità di alloggi a prezzi accessibili. Lo ha annunciato oggi al question time di viale Aldo Moro l'assessore regionale alla Casa Giovanni Paglia. Nelle prossime settimane, insieme all'assessorato e alle Aziende sanitarie, verrà avviato un censimento degli appartamenti di proprietà destinabili al personale sanitario, "quelli che già potrebbero essere utilizzati, ma credo che riguarderà soprattutto immobili che poi avranno bisogno di essere ristrutturati", precisa l'assessore. Paglia sottolinea inoltre che anche all'interno del piano casa della regione Emilia Romagna "e quindi di quella disponibilità di 300 milioni di euro" ci potrà essere la possibilità di dare risposta a queste esigenze. Il tema casa, riconosce Paglia, non è secondario: "se noi non interveniamo su questo ne rischiamo di andare a colpire indirettamente la tenuta stessa del nostro sistema sanitario".
Apriamo la pagina culturale. Dal 16 al 18 ottobre a Bologna arriva la terza edizione della rassegna "La Città delle Donne", che si propone di approfondire un femminile intersezionale transculturale, che vada oltre le sole visioni e norme proposte dalle biografie di matrice occidentale, aprendosi a un femminismo plurale, capace di accogliere percorsi di emancipazione originati da altri vissuti e biografie. Le parole della direttrice artistica Laura Gramuglia. (AUDIO)
Dal 16 ottobre all’11 gennaio, al MamBo di Bologna, sarà allestita la mostra “Kipras Dabauskas. Pirogenia, follia e demoni”. Si tratta della prima installazione personale dell’artista lituano presso una un’istituzione italiana ed è costituita da una grande installazione, un diorama immersivo, come spiega la co-curatrice Elena Del Prete. (AUDIO)