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GR/ER - 15 ottobre 2025


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Queste le principali notizie da Bologna e dall’Emilia-Romagna del 15 ottobre 2025.
 
In apertura la lotta alla mafia. Otto ordinanze di custodia cautelare e un sequestro preventivo di beni per un milione e mezzo di euro nei confronti di una presunta associazione per delinquere con base operativa a Bologna. Sono le misure dell'operazione 'Bononia Gate', in esecuzione all'esito di indagini della polizia, coordinate dalla Dda bolognese e seguite per gli aspetti patrimoniali dalla Dia in Emilia-Romagna, Calabria, Lazio e Campania. Le indagini, avviate nel 2021, accusano un gruppo legato da rapporti personali con 'ndranghetisti e dedito ai reati di bancarotta fraudolenta, indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, truffa, evasione, riciclaggio, reimpiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita e autoriciclaggio.
 
Restiamo in tema. La Guardia di Finanza di Bologna ha confiscato a un imprenditore calabrese, Nicola Femia, arrestato nel 2013 nell'operazione "Black Monkey" sulle slot machine illegali, un patrimonio dal valore di circa 45 milioni. Considerato contiguo alla 'ndrina 'Mazzaferro' di Marina di Gioiosa Ionica, in provincia di Reggio Calabria, per lui è stata eseguita una sentenza definitiva di condanna, emessa dalla Corte di appello di Bologna e confermata dalla Cassazione. Sono stati acquisiti otto beni immobili nelle province di Ravenna e Cosenza, 28 terreni in provincia di Ravenna, sei autoveicoli, 16 partecipazioni societarie e relativi compendi aziendali nelle province di Bologna e Ravenna. Beni risultati nella sua disponibilità in maniera palesemente sproporzionata rispetto alle esigue fonti reddituali dichiarate.
 
Voltiamo pagina. Il Consiglio degli Studenti dell'Università di Bologna prende posizione ancora una volta sul tema della Palestina. Sono stati infatti approvate delle mozioni portate da Cambiare Rotta, in particolare per una condanna alla gestione repressiva dell'università verso le proteste per la Palestina e di contrarietà al ddl 1627, che mira a rendere più severa e a favore dello Stato di Israele la definizione di "antisemitismo". Approvata anche la richiesta di dimissioni nei confronti del Governo Meloni e la ministra Bernini. Leili Hizam di Cambiare Rotta. (AUDIO)
 
Ora la politica. L'Emilia-Romagna ufficializza il 'no' alla commissione d'inchiesta sulla sanità richiesta da una parte del centrodestra. "In una situazione così drammatica in cui versa un grande bene comune qual è il servizio sanitario nazionale - è il monito dell'assessore regionale Massimo Fabi - occorre condivisione di intenti e non occasioni di scontro politico che molte volte tracima nella propaganda". Secondo l'assessore, "viviamo campagne elettorali costanti e quotidiane", invece la sanità deve "essere un tema unificante", nella stessa direzione delle richieste delle Regioni nei confronti del Governo. Al voto, a cui si è arrivati stamane, il centrosinistra ha dunque respinto sia la richiesta della commissione di inchiesta sia quella, più blanda, di una commissione di studio sulle condizioni della sanità regionale, entrambe avanzate da Fdi, Fi e Rete civica. Una commissione d'inchiesta "rischia di diventare un tribunale politico", ha ribadito la dem Valentina Ancarani, mentre per Simona Larghetti di Avs la "commissione di inchiesta è un tentativo di confondere il metodo con il merito".
 
Ancora la politica. Un'assemblea pubblica sulla Garisenda, per "raccontare ai cittadini cosa sta succedendo". A chiedere in sostanza un'operazione verità sulla torre malata di Bologna è la sottosegretaria alla Cultura, Lucia Borgonzoni, che sfida così il sindaco Matteo Lepore a un confronto davanti alla cittadinanza. "Io sarei disponibile - mette in chiaro Borgonzoni - portando gli uffici. Il ministero non ha nessun problema. Se c'è da tranquillizzare i cittadini, facciamola questa cosa. Credo sia giusto nei confronti dei cittadini raccontare cosa sta succedendo". Nei giorni scorsi, dopo una nuova torsione della Garisenda, in direzione opposta a quelle precedenti, il Comune e il ministero si sono incontrati in un nuovo vertice a Roma per fare il punto della situazione. E gli esperti di Palazzo D'Accursio hanno fatto presente, tra le altre cose, la possibile necessità di rimodulare i fondi Pnrr stanziati per la torre, dal momento che i nuovi movimenti della struttura richiedono ancora più cautela. "Le novità spero venga a portarcele il Comune - punge Borgonzoni - visto che ad oggi a noi è arrivata solo una richiesta durante il tavolo di vedere se questi fondi riusciamo a splittarli a dopo o vedere come fare". La sottosegretaria rimarca: "Sono fondi che sono arrivati due anni fa e che il Comune non ha utilizzato. Se salta questo come tempistica, cioè l'utilizzo dei fondi Pnrr, è inutile che mi dicano che le fasi successive verranno fatte in tempo: quelle non verranno fatte in tempo".
 
Passiamo all’immigrazione. L'Emilia-Romagna spedisce al Governo il conto dei minori non accompagnati. O meglio, il Pd sprona la giunta regionale ad esigere i rimborsi dovuti ai sindaci per l'accoglienza. In una interrogazione il consigliere regionale Pd Giancarlo Muzzarelli chiede alla giunta de Pascale di "indicare la precisa entità dei mancati rimborsi ai Comuni emiliano-romagnoli per la gestione dei minori stranieri non accompagnati (Msna) negli ultimi esercizi e quale sia il quadro aggiornato delle somme effettivamente trasferite rispetto a quelle spettanti". Sottolineando l'inadeguatezza dei rimborsi garantiti dal ministero degli Interni ai Comuni del territorio nella gestione dei minori stranieri non accompagnati, l'atto firmato da Muzzarelli e numerosi altri dem di viale Aldo Moro ricorda che "in Emilia-Romagna, al 31 marzo 2025, risultano accolti 1.362 Msna, pari all'8,82% del totale nazionale, numeri che confermano come l'immigrazione, e in particolare la tutela dei minori, costituisca un fenomeno strutturale che richiede risposte sistemiche, adeguate e non emergenziali".
 
Ora la salute. Un farmaco di nuova generazione, capace di colpire in modo selettivo le cellule tumorali. Lo ha testato con successo, su modelli animali, un gruppo di ricerca internazionale che ha coinvolto anche studiosi dell’Università di Bologna e dell’Irccs Policlinico Sant’Orsola. Gli esiti – pubblicati sulla rivista Nature Communications – mostrano una completa regressione della malattia sia in modelli animali di neuroblastoma e rabdomiosarcoma, due tumori rari infantili, sia nel tumore del colon. “Questi risultati aprono la strada a nuovi studi clinici, con l’obiettivo di sviluppare terapie di nuova generazione, più mirate ed efficaci, capaci di sconfiggere tumori rari e ancora resistenti ai trattamenti attualmente disponibili”, spiega Mattia Lauriola, docente di Istologia al Dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche dell’Università di Bologna, tra gli autori dello studio.
 
Un percorso di formazione per acquisire i mestieri del palcoscenico, trasformando il tempo della detenzione in una concreta opportunità di reinserimento professionale e sociale. Nasce a Modena l'Accademia delle Arti e dei Mestieri del Teatro in Carcere, un progetto unico nel suo genere, ideato e realizzato dal Teatro dei Venti con il sostegno del Ministero della Giustizia. Il progetto, un vero e proprio prototipo di "buona pratica" esportabile in altri istituti penitenziari, si propone di fornire a detenuti e detenute competenze teoriche e pratiche nelle principali figure professionali dello spettacolo dal vivo, sia artistiche che tecniche. L'obiettivo è creare un modello innovativo che contribuisca a trasformare il carcere in presidio culturale e luogo di produzione in costante dialogo con la città.
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