Queste le principali notizie da Bologna e dall’Emilia-Romagna del 23 ottobre 2025.
In apertura il tema della casa. Mattinata di tensione in via Michelino 41 a Bologna, dove due famiglie con bambini piccoli sono state sfrattate dai loro appartamenti nel giro di poche ore. Secondo quanto riferito dai comitati per il diritto alla casa e da alcune associazioni presenti sul posto, si tratta di nuclei regolari, con contratti in essere e affitti sempre pagati, che si sarebbero visti recapitare un provvedimento di sfratto per finita locazione dopo la vendita dello stabile. All’origine della vicenda ci sarebbe la trasformazione dell’intero palazzo in un B&B di lusso, data la vicinanza con il quartiere fieristico. La situazione è degenerata nella mattinata, quando – stando ai presenti – i reparti del Reparto Mobile della Polizia sarebbero intervenuti per forzare gli ingressi e consentire l’esecuzione degli sfratti. Le immagini e i racconti parlano di momenti concitati, con famiglie, bambini e mobilio trascinati in strada tra urla e proteste.
Restiamo in tema. Pensare Urbano boccia la discussione che sta avvenendo attorno alla legge di bilancio, che introdurrebbe un aumento della cedolare secca sugli affitti brevi. Per la realtà bolognese che da tempo chiede la regolamentazione di Airbnb e simili, anche qualora venisse approvata, la misura non eviterebbe la proliferazione degli affitti turistici. Le parole di Fabio D'Alfonso. (AUDIO)
Passiamo al tema del lavoro. Oggi lo stabilimento Toyota di Borgo Panigale rimarrà fermo per onorare la scomparsa di Lorenzo Cubello e Fabio Tosi, deceduti a causa dell’esplosione di un serbatoio nel 23 ottobre scorso, che ha provocato il ferimenti di altri 11 operai. Stamattina l'azienda ha organizzato un momento di raccolta davanti alla targa che ricorda i due tecnici, in cui potranno partecipare tutti i dipendenti, insieme ai vertici dell'azienda insieme ai familiari. Paola, la compagna di Lorenzo ha dichiarato: "Non so se riuscirò mai a entrare nello stabilimento dove Lorenzo è morto. Per me rimarrà sempre il luogo del dolore". La Procura di Bologna ha indagato 12 persone per l’incidente, tra cui l'amministratore delegato Michele Candiani.
Ancora il lavoro. Le commesse e le cassiere dei negozi di Parma a marchio Globo entrano in stato di agitazione con il blocco immediato di tutte le prestazioni straordinarie e supplementari. Lo ha proclamato il sindacato Ugl Terziario, che si occupa dei lavoratori del commercio. Lo stato di agitazione, secondo quanto riferito dall'organizzazione sindacale, nasce da una lettera di contestazione alla rappresentante sindacale aziendale del punto vendita di Parma: “La reputiamo infondata - sottolinea il sindacato - perché non si basa sulla condotta della lavoratrice o un eventuale inadempimento contrattuale ma che va a toccare i diritti sindacali dei dirigenti di un'organizzazione dei lavoratori”. Tra le principali problematiche segnalate: impossibilità di avviare un dialogo costruttivo sul rispetto del Ccnl applicato e, di conseguenza, di aprire una trattativa seria sulla contrattazione di secondo livello, mancata risposta ai ripetuti solleciti sindacali, con l’azienda che ha scelto di non affrontare le criticità segnalate".
Parliamo di sanità. La Cisl denuncia le pessime condizioni di lavoro e sulla tenuta dei servizi assistenziali riscontrati nell’Ospedale Maggiore, in particolare dei reparti di Chirurgia Vascolare-Geriatria, Urologia-Otorino e Ortopedia. Tutto ciò a seguito "delle numerose segnalazioni dei lavoratori e di un sopralluogo che ha rilevatyo gravi criticità legate alla carenza di personale e all'eccessivo carico assistenziale, che mettono a rischio la sicurezza dei pazienti e del personale".
È necessario un intervento immediato dell'Azienda per rivedere la dotazione organica e ridistribuire equamente i carichi di lavoro è revisione urgente della dotazione organica e la convocazione immediata di un tavolo di confronto con la Direzione aziendale. Michele Vaira, segretario aziendale Cisl Fp, ha detto che "siamo di fronte a una situazione insostenibile che compromette la qualità dell'assistenza e espone il personale a turni estenuanti e a rischi per la sicurezza”.
Ora l'editoria. Ancora una volta, su mandato dell'assemblea delle giornaliste e dei giornalisti della Dire, il Comitato di redazione si trova costretto a indire l'ennesimo sciopero per la giornata di oggi, giovedì 23 ottobre, per denunciare la condizione di assoluta gravità in cui versano le lavoratrici e i lavoratori dell'agenzia, alle prese con stipendi a singhiozzo e spalmati a rate su più mesi, mentre si attende quello di settembre e non ci sono prospettive concrete da quelli di ottobre in poi. Questo nonostante l'azienda avesse chiesto ai lavoratori di attendere fino all'udienza del 20 ottobre al tribunale di Bari su un piano di risanamento con l'Agenzia delle entrate, di cui l'editore ha annunciato risvolti positivi in un comunicato quello stesso giorno. Il corpo redazionale è consapevole del complicato quadro economico-finanziario e legale-burocratico che l'azienda deve affrontare, anche ereditato dalla precedente proprietà, ma ribadisce ancora una volta che lo stipendio è un diritto intoccabile di ogni lavoratore e ogni lavoratrice.
Spostiamoci a Ravenna. Martedì prossimo, 28 ottobre, alle 18.00, nella città romagnola si terrà un nuovo presidio per Gaza. "È sempre più evidente la ragione della complicità del governo Meloni con Israele: Tel Aviv agisce per conto dei paesi occidentali, Stati Uniti in testa - spiegano gli organizzatori - A Ravenna, il porto è ancora usato come hub logistico per il trasporto di armi e il commercio con Israele. Le amministrazioni comunale e regionale, al di là dei proclami, non agiscono realmente per boicottare i rapporti con Israele e per bloccare le aziende produttrici di armi e morte sul nostro territorio".
Voltiamo pagina. Oltre cinque milioni di euro in tre anni per azioni e progetti destinati a promuovere il welfare di comunità. Sono risorse messe a disposizione dell'Emilia-Romagna tramite l'accordo che la Regione ha sottoscritto con il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il quinto di questo tipo siglato da viale Aldo Moro, e recepito con una delibera di Giunta. Con le risorse messe a disposizione dalla nuova intesa, associazioni di promozione sociale, organizzazioni di volontariato iscritte nel registro unico nazionale del terzo settore e fondazioni iscritte nell'anagrafe delle onlus potranno presentare proposte progettuali che riguardano gli obiettivi dell'Agenda 2030. "In Emilia-Romagna - sottolinea l'assessora regionale al Welfare e Terzo settore, Isabella Conti - il terzo settore è un'infrastruttura sociale capillare e ben radicata, di cui siamo particolarmente orgogliosi. Questi fondi, grazie all'accordo con il ministero, permetteranno di realizzare, come negli anni passati, interventi destinati a coinvolgere le nostre comunità, rinnovando modelli di welfare e cittadinanza attiva".
Apriamo la pagina culturale. "C'era un ragazzo", il celebre brano di Gianni Morandi, nel 2026 compirà 60 anni. Un anniversario importante che ha spinto l'artista a una decisione che ha entusiasmato il pubblico. "Per ricordarla, per festeggiarla per cantarla abbiamo deciso di fare un bel tour in Italia per cantarla tutti insieme," ha spiegato Morandi in un video. La conferma arriva anche dalla descrizione che accompagna il post: "Ad aprile 2026 parte il nuovo tour. #ceraunragazzo”.