Queste le principali notizie da Bologna e dall’Emilia-Romagna del 24 settembre 2025.
In apertura la mobilitazione per la Palestina. Dopo i nuovi attacchi della notte scorsa, quando droni hanno colpito e danneggiato 11 barche della Global Sumud Flotilla, Bologna torna a mobilitarsi per difendere la missione umanitaria. Questa sera, alle 19.30 in piazza Nettuno, è stato organizzato un presidio di protesta, mentre un mailbombing è in atto verso gli indirizzi del Ministero degli Esteri per chiedere al governo italiano di difendere le navi del nostro Paese. Le parole di Mario del Coordinamento Bologna per la Palestina. (AUDIO)
Le iniziative contro il genocidio a Gaza continuano a moltiplicarsi. Sabato 27 e domenica 28 settembre Sgb, uno dei sindacati che ha organizzato lo sciopero generale di lunedì scorso, organizza una festa di strada intitolata “Palestina libera – Due giornate di resistenza”. Massimo Betti di Sgb. (AUDIO)
Voltiamo pagina. Domani, 25 settembre, saranno vent’anni dall’omicidio di Federico Aldrovandi, il 18enne ferrarese che è stato fermato e ucciso di botte da quattro agenti di polizia, poi condannati in via definitiva. La città di Ferrara ricorderà il ragazzo domani, a partire dalle 18.00 al Cinema Apollo, con un evento intitolato “20 anni per Federico”. Le parole di Lino Aldrovandi, papà di Federico. (AUDIO)
Veniamo a Bologna col tema della sicurezza. In una lunga lettera aperta alla città lanciano il loro grido d’allarme e fanno una serie di proposte concrete all’amministrazione per uscire da una situazione di disagio e di paura che si trascina ormai da molto tempo. L’associazione amici del mercato Albani, costituita dai commercianti che tengono vivo il mercato nel cuore della Bolognina, ha messo nero su bianco quello che stanno vivendo tutti i giorni gli esercenti, quando vanno a lavorare: «Viviamo spesso situazione di intimidazione e minaccia che più volte — scrivono — sfociano in aggressioni fisiche; non puntiamo il dito contro la presenza di migranti, nuovi italiani, clandestini o qualsiasi definizione si voglia trovare, ma siamo a denunciare una situazione per cui lo Stato quando interviene lo fa in maniera puramente “cosmetica” e assolutamente inefficace». Per i commercianti le «ronde» delle forze dell’ordine attorno al mercato Albani non sono la soluzione giusta: «Dalla nostra esperienza quotidiana — scrivono — riteniamo che il concetto di sicurezza vada declinato in una modalità ampia, che contempli la cura degli spazi comuni in termini di fruibilità e accessibilità».
Passiamo alla giustizia. Maxi operazione del comando provinciale della guardia di finanza di Bologna, con il supporto dei colleghi di Catania e il coordinamento dello Scico, il servizio centrale investigazione criminalità organizzata delle fiamme gialle di Bologna. I finanzieri hanno eseguito una confisca definitiva nei confronti di Salvatore Randone, imprenditore siciliano 67enne attivo anche in Emilia-Romagna, considerato contiguo al clan Nicotra di Misterbianco in provincia di Catania. Residente a Rimini, Randone opera principalmente nel settore delle costruzioni e nella lavorazione dei metalli e ha interesse e proprietà nella provincia di Bologna e in tutta la Regione. Nel 2009 era finito in un’inchiesta per tentato omicidio a Faenza, dove l'artigiano Salvatore Arena fu ferito a colpi di pistola mentre tornava a casa. Episodio per il quale Randone è ritenuto il mandante dell'omicidio e per questo è stato condannato a 20 anni di carcere.
Ora la violenza di genere. È cominciato questa mattina, davanti alla Corte d'Assise di Bologna, presieduta dal giudice Fabio Cosentino, il processo nei confronti di Leonardo Magri, 64 anni, accusato dell'omicidio della moglie, Daniela Gaiani, 58 anni, trovata morta il 5 settembre 2021 in un letto nella loro casa di Castello d'Argile, nel Bolognese. Per la Procura, con il pm Giampiero Nascimbeni, quello che inizialmente sembrava un suicidio in realtà è stato l'ennesimo femminicidio. L'omicidio contestato è aggravato dalla relazione sentimentale e dai futili motivi: Magri avrebbe ammazzato la moglie, ritrovata impiccata alla spalliera del letto, perché la considerava un ostacolo a vivere una relazione con un'altra donna più giovane. Secondo gli accertamenti medico legali della Procura la donna non sarebbe morta per asfissia meccanica, ma per strangolamento.
Apriamo la pagina culturale. Dal 27 settembre all’11 ottobre, a Bologna, si svolgerà la 16^ edizione del Robot, festival di musica elettronica. Le parole del direttore artistico Marco Ligurgo. (AUDIO)