Grand Hotel Italia

I Duran Duran all’Excelsior di Sanremo


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Sono Renato Penasso, concierge dell’Excelsior di Sanremo, e ne ho firmati di autografi…
Lo ammetto, detestavo il Festival di Sanremo. Era una situazione in cui si lavorava male tra clienti, fan e bagarini e poteva succedere di tutto. Giorni in cui, ancor prima di cominciare, ero terrorizzato per quello che mi aspettava.
L’anno più tremendo fu quello dei Duran Duran. Non lo scorderò mai! Non uscivamo più dall’albergo, asserragliati dentro con la gente appiccicata alla vetrata. Allora tiravo giù la tapparella e tremava la portineria... tutti a picchiare. Ragazzine che sgattaiolavano nella hall, perfino in camera al quinto piano, mamme che imploravano: «Veniamo dalla Sicilia... ci faccia entrare», non sapevo più come difendermi. E per giunta c’era un bambino, un genietto del male che si chiamava Simone con un istinto del commercio molto spiccato, che aveva una camera con giardino al pianterreno e faceva passare i fan dalla finestra facendosi pagare. Avrà avuto sei anni! Noi vedevamo gente dentro l’albergo e non capivamo come fossero entrati con tutta la sorveglianza e i carabinieri. Mi ricordo che venivano a chiedermi gli autografi... Mi avevano dato un pacco di cartoline e poster. Si presentavano perfino i proprietari di altri alberghi di Sanremo dicendo che avevano clienti che volevano gli autografi. E io firmavo. Facevo autografi e dediche! Mi davano anche la mancia! Neanche uno era autentico. Dopo che i Duran Duran partirono, nel giardino non c’erano più neanche le rose che hanno le spine.
© add editore - Nicolò de Rienzo
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Grand Hotel ItaliaBy Nicolò De Rienzo