I tuoi occhi erano la mia casa (Marcella Boccia)
Ci abitavo dentro, tra le stanze liquide del tuo sguardo, dove la notte non faceva paura e il silenzio sapeva di vento. Eri un rifugio fatto di luce che filtrava tra le ciglia, un altare di quiete nel caos delle mie vene. Mi affacciavo sul mondo dal balcone dei tuoi occhi, vedevo il cielo piegarsi e il tempo smettere di correre. Ma poi le finestre si sono chiuse, il giorno è diventato inverno, e io sono rimasta fuori, senza chiavi, senza nome, con la pioggia che mi cadeva addosso come un addio che non sa parlare. Da allora mi porto addosso le pareti della tua assenza, una casa crollata che ancora mi abita dentro.