“A me pare inutile perdere tutto questo tempo.”
Dalla protesta di Ida prende avvio una riflessione sul vero significato della scrittura nello studio della letteratura. Attraverso il dialogo con Orbilius scopriamo che prendere appunti, costruire schede e riscrivere idee non è una perdita di tempo, ma il modo concreto con cui il pensiero prende forma.
La scrittura privata diventa così uno spazio di esercizio, di errore e di scoperta.
E il vecchio aneddoto medievale della monaca e del cavolo finisce per parlare anche di noi, immersi ogni giorno in un flusso rapido e disordinato di informazioni digitali.