"L'algoritmo razzista" - Per anni, abbiamo trattato gli algoritmi come entità neutrali, scatole nere infallibili che elaboravano dati e restituivano verità inconfutabili. Credevamo nella loro oggettività, nel loro essere immuni dai difetti e dai pregiudizi che affliggevano noi umani. Poi, un giorno, la cruda realtà ci ha colpito in faccia: «L’algoritmo è razzista? No, sono gli umani che lo hanno creato».