Il 14 marzo 1963, Bologna fu scossa da un evento drammatico: Ombretta Galeffi, moglie del medico Carlo Nigrisoli, morì improvvisamente nella clinica di famiglia, la famosa Casa di Cura Nigrisoli . L'autopsia rivelò la presenza di sincuranina, un potente veleno simile al curaro, solitamente usato in chirurgia. La versione ufficiale parlava di suicidio, ma le circostanze sollevavano dubbi. Un caso che divise l'opinione pubblica e rimase impresso nella memoria collettiva.