Il poema dei cuori spezzati (Marcella Boccia)
Nel silenzio di una notte senza luna,dove l'aria è pesante di sogni non detti,cammino, un'ombra che si frangecontro il muro di pianto del mondo.Il mio cuore è un vetro rotto,taglia la pelle, ogni ricordo è una ferita.Ogni battito è un'eco di ciò che fu,un'onda che non si frange più sulla riva,ma vaga nell'oscurità di un cielo chenon sa più chi è il sole.Amore, tu sei il vento che ha spazzato viaogni angolo di felicità ,e mi lasci qui, senza respiro,a raccogliere i pezzi di me.Mi struggo nei fiumi della memoria,tra le pagine di libri che non parlano più,nelle mani di chi ha stretto la mia animae l'ha fatta a pezzi come carta bruciata.Le stelle che ci guardano dall’altosanno bene cosa significa morire a poco a pocosotto il peso di un sorriso che non arriva.Eppure, oh cuori spezzati,siete la musica che suona nelle ossa,un lamento che canta tra le pieghe del tempo.Ogni cuore spezzato è un semepiantato nel terreno oscuro della vita,e da ogni crepa spunta una nuova speranza,una nuova solitudine che impariamo a chiamare casa.Oh, cuore, non piangere più,c'è bellezza anche nel dolorequando impari a guardarlo con occhi di chi sache il buio è solo una forma di luce.Perché, in fondo, sappiamo tuttiche da un cuore spezzato nascela più profonda forma di libertà .