Il nome viene da una parabola del vangelo secondo Giovanni in cui Gesù dà da bere agli assetati (così loro danno a te da bere e da mangiare l’acqua viva di Cristo). Ci accolgono delle gentili suorine in tunica. La comunicazione è un po’ frammentaria poiché loro parlano essenzialmente solo francese (dunque se tu no, buona fortuna!), ma alla fine capiamo che c’è un menù dedicato ad una parte del mondo diversa ogni giorno (probabilmente le suorine, di origini diverse fra loro, si danno il cambio in cucina). Il cibo arriva, è buono e proprio quando iniziamo a rilassarci passano le suorine a consegnare un libricino di preghiere. Cantate. In cui tutti noi veniamo, volenti o nolenti, coinvolti con grande entusiasmo. Nel momento culminante una delle suore appare in versione balletto classico e inizia un assolo di danza in tutù. Non so se sono riuscite ad evangelizzarmi, ma di sicuro ho fatto un’esperienza decisamente unica che ricorderò per tutta la vita. Ve dico solo che si chiama “Eau Vive, ristorante ecumenico”, da vedé una volta nella vita!
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