La sera del 7 novembre 1977, lasciata da poco la sua tenuta di Settebagni a bordo della sua BMW 320, il duca venne bloccato all'incrocio di via della Marcigliana con via Salaria da due auto: una Fiat 131 guidata da Maurizio Abbatino, e un'Alfetta con al volante Renzo Danesi e sulle quali c'erano anche Giuseppucci, Paradisi, Piconi, Castelletti e Colafigli che, incappucciati, lo fecero scendere a forza per poi caricarlo a bordo di una delle auto, e successivamente trasportarlo in diversi nascondigli provvisori. Inizialmente venne rinchiuso in un appartamento di Primavalle, poi trasferito in una località sull'Aurelia e infine nel napoletano.
Dopo le varie trattative, la famiglia Grazioli attese a lungo e invano il promesso rilascio dell'ostaggio. Quello che non potevano allora sapere era che, durante la prigionia, era avvenuto un imprevisto decisivo: uno della banda infatti, si era fatto vedere in faccia dal duca, e a causa di questo contrattempo l'ostaggio venne ucciso e il suo corpo mai fatto ritrovare.