Continua il dibattito sull’obiezione di coscienza all’interruzione di gravidanza prevista dalla legge 194/78 dopo la vicenda dei due ginecologi assunti all’ospedale San Camillo di Roma tramite un concorso indetto dalla Regione Lazio e aperto a chi non vuole fare obiezione. «In caso contrario verrebbe disattesa la legge», ha spiegato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Contrari i medici cattolici e la Conferenza episcopale italiana, che è intervenuta per dire che l’obiezione di coscienza è un diritto. Un commento di Ilenya Goss, medico, che ha insegnato Etica e Storia della Medicina all’Università di Torino, ed è componente della commissione Bioetica della Tavola Valdese.