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Intervista al pugile sul Santo Natale


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“Auguri, pugile, domani è Natale, il Santo Natale”…

“Deve proprio?”
“Non le piace ricevere gli auguri?”
“No, il Santo Natale, deve proprio venire? Puntuale come un gancio destro in un match combinato… Non si può schivare, ti arriva addosso e ti mette al tappeto…”
“Scusi, non capisco… cosa ha contro il Natale?”
“Santo Natale… Un giorno l’ho affrontato sul ring”.
“Chi?”
“Natale”.
“Si tratta di una metafora, forse?”
“Che cos’è una metafora?”
“In breve: una metafora è il trasferimento di significato tra elementi simili per esprimere concetti efficacemente. È una figura retorica…”.
“Non ho capito una mazza e comunque piantala: e dunque questo pugile si chiamava Santo Natale, Santo di nome, Natale di cognome. Era siciliano come me. Cioè friulano, ma i nonni venivano da Trapani. Era soprannominato il Trapano. Tirava un jab arrotolato che sembrava la punta di un Black & Decker. Sai cos’è un Black & Decker? Non è una metafora, è un trapano… e quindi Santo Natale con il suo job a trapano, maledetto lui… tutte le volte che viene ‘sta festa me lo ricorda, il trapano, e tutti i cazzotti che ho preso…”.
“Da Santo Natale?”
“Eh, da Pasqua e Capodanno…”
“Pugili che si chiamavano così?”
“Lascia perdere… Per me è sempre Natale quando conto le ferite, e i tagli, quando le ossa mi fanno male, per averne prese troppe… È sempre Natale e non so cosa ci sia da festeggiare…E ora vattene, vai a farti una metafora che io mi faccio una nazionale senza filtro”
“Una nazionale senza filtro? Le vendono ancora? “
“Dove vivo io, sì, il tabaccaio dove vivo io solo quelle vende… e poi sul banco tiene ancora lo stecco coi boeri che potevi strapparne uno e magari vincerne altri. C’era scritto sulla carta che li avvolgeva… che avevi vinto…”.
“Sì, il cioccolatino con il liquore, e l’amarena… e quelli vinti il tabaccaio li pescava da un contenitore che teneva sotto il banco. Con quelli non potevi vincere più nulla…”.
“Ah vedo che anche tu…”.
“Sì, e ricordo che quando scartavi quelli senza premio era come se avessi già perso”.
“Come con la la cintura dei pesi medi, una volta che l’avevi vinta, potevi solo perderla”.
“Ma… potevi difenderla…”.
“Sì, ma quante volte? però con i boeri … con i boeri… ti è mai capitato di vincerne tre in un botto?”
“Tre in una volta, sì una volta sola…”.
“Anche a me… tre in un botto solo… una volta sola, ma… chi dimentica?”
"Già, chi dimentica? Poi le buone memorie fanno bene, no?”
“Ok, ma adesso vattene, non mi rompere, non starmi a scassare, devo pensare…”
“Sì certo me ne vado è stato un… piacere”.
“Eh, un piacere… tutto mio”.
“Va bene, me ne vado, Buon Natale, pugile…”.
“Buon Natale, sì, buon Natale a te, buon Natale… gioventù”.



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Voci - VoicesBy Daniele Belloni