Sull'omonimo dipinto, Michelangelo Merisi da Caravaggio, raffigura Giuditta, vedova ebrea che volle salvare il suo paese dall'invasione assira, popolo del quale Oloferne era condottiero.
Si narra che ella, durante un banchetto, vedendolo inebriato ed invaghito, colse l'occasione per decapitarlo con la sua stessa spada.
Nel dipinto s'intravede anche la vecchia serva che sorregge il cesto dove verrà riposto il capo di Oloferne.
Testo:
Ti bastò vedermi inebriato, sciolsi le catene, le misi in disparte.
Abbi pietà di me.
Avrai la mia testa, ma non il mio cuore.
Non puoi decapitare quello.
Riponimi nel tuo sacco.
Ma io vivrò nella tua coscienza, traditrice del peccato.
Opera: Michelangelo Merisi da Caravaggio, Giuditta e Oloferne, 1599 ca., Galleria nazionale di arte antica, Roma.