Giuseppe Mastini, detto Jhonny lo Zingaro, iniziò a frequentare la criminalità giovanile del Tiburtino, distinguendosi già a 11 anni per un furto e una sparatoria con la Polizia che lo lascerà claudicante.
Conosciuto alle forze dell'ordine per alcuni furti, rapine e un omicidio, fu condannato all'ergastolo nel 1989, in seguito a una serie di sparatorie e sequestri di persona effettuati a Roma nella notte del 23 marzo 1987. È stato inoltre indicato, seppure senza comprovati riscontri, come possibile complice dell'omicidio dello scrittore Pier Paolo Pasolini, per via di un'amicizia con Giuseppe Pelosi e con i due fratelli Borsellino, militanti neofascisti ed amici di Pelosi, che anni dopo lo accuseranno di aver partecipato al massacro.