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È uscito a ottobre, per Adelphi, Il libro bianco di Han Kang.Dopo aver scritto Atti umani, la scrittrice — futura Premio Nobel per la Letteratura — si trasferisce a Varsavia. È lì che si accorge che l’elenco di cose bianche su cui stava lavorando per il suo nuovo libro stava, in qualche modo, riportando in vita sua sorella: una neonata vissuta solo due ore, nata da un parto prematuro in cui la madre si trovò a dover partorire sola in casa.Se quella bambina fosse sopravvissuta, Han Kang non sarebbe mai nata.Decide così di prestarle la propria vita e di cercarla in una città ferita dalla Seconda guerra mondiale, di cui non resta nulla com’era prima. Varsavia è una città che può parlare solo della propria ricostruzione, che non nasconde le sue ferite ma le coniuga con il presente. Proprio come sua madre.
By Andrea BrunoÈ uscito a ottobre, per Adelphi, Il libro bianco di Han Kang.Dopo aver scritto Atti umani, la scrittrice — futura Premio Nobel per la Letteratura — si trasferisce a Varsavia. È lì che si accorge che l’elenco di cose bianche su cui stava lavorando per il suo nuovo libro stava, in qualche modo, riportando in vita sua sorella: una neonata vissuta solo due ore, nata da un parto prematuro in cui la madre si trovò a dover partorire sola in casa.Se quella bambina fosse sopravvissuta, Han Kang non sarebbe mai nata.Decide così di prestarle la propria vita e di cercarla in una città ferita dalla Seconda guerra mondiale, di cui non resta nulla com’era prima. Varsavia è una città che può parlare solo della propria ricostruzione, che non nasconde le sue ferite ma le coniuga con il presente. Proprio come sua madre.