Nel quinto episodio di "Affari Tolkieniani" entriamo nel cuore della metafisica di Arda parlando di Eru Ilúvatar e Melkor: un viaggio affascinante nella dialettica tra Essere e Nulla. Nel pensiero di Tolkien, il male non è una forza autonoma ma una corruzione dell’armonia originaria: dalla ribellione creativa di Melkor alla dissonanza nella Grande Musica, fino alla nascita di un mondo corrotto, intaccato dalla sua ombra. Il Male è dunque molto più che semplice assenza di bene, ma un parassita dell’essere, dotato di una sua agency, e la sua tensione autodistruttiva è il paradosso più profondo: anche la negazione, nella visione tolkieniana, viene infine riassorbita in un disegno più grande, trasformandosi in una bellezza inattesa.