Respiro

La grazia insegna a ricevere e a dare


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La scorsa volta abbiamo approfondito il miracolo dell’olio della vedova, l’episodio in cui un creditore si rivolge a una vedova, che non può pagare il debito del suo defunto marito, per prendere i suoi figli come schiavi. 

Quest’uomo vuole agire da giusto, ma manca di misericordia. Abbiamo visto come chi si sente giusto, può tendere ad essere duro: La durezza del giusto. 


La vedova si rivolge a Eliseo, perché suo marito temeva il Signore. E Dio risponde con un miracolo a porte chiuse.

Una piccola fiala di olio profumato, che la vedova ha in casa, riempie tutti i vasi vuoti, che la donna è riuscita a trovare, con l’aiuto dei suoi figli e dei suoi vicini.

Il ricavato della vendita di quest’olio sarà sufficiente per saldare il suo debito e permetterà alla vedova e ai suoi figli di continuare a vivere libera e in pace. Romani 9, 16 dice: “non dipende dunque da chi vuole, né da chi corre (da chi può), ma da Dio, che fa misericordia”. 

 

Aggiungo un aspetto sul significato simbolico dell’olio nelle Scritture. L’olio è simbolo dello Spirito Santo.

Quando ci rivolgiamo a Dio e crediamo in Gesù Cristo, egli ci dona il suo Spirito, e lo Spirito Santo, rimane nella vita del credente fino alla fine, donando vita in abbondanza e producendo i frutti dello spirito. Anche nella nostra vita l’olio non si esaurisce mai, se viviamo nel timore di Dio, e gli permettiamo di riempire la nostra vita. 

 

Continuiamo oggi la lettura del capitolo 4 dove conosceremo un nuovo personaggio importante nella storia di Eliseo: una donna pia e devota che abita a Sunem.  

 

Lettura: 2Re 4, 8 – 14 

8 Un giorno Eliseo passava per Sunem; là c'era una donna ricca che lo trattenne con premura perché mangiasse da lei; così tutte le volte che passava di là, andava a mangiare da lei. 9 La donna disse a suo marito: «Ecco, io so che quest'uomo che passa sempre da noi, è un santo uomo di Dio. 10 Ti prego, costruiamogli, di sopra, una piccola camera in muratura e mettiamoci per lui un letto, un tavolino, una sedia e un candeliere, affinché, quando verrà da noi, egli possa ritirarvisi». 11 Così, un giorno che egli giunse a Sunem, si ritirò in quella camera, e vi dormì. 12 E disse a Gheazi, suo servo: «Chiama questa Sunamita». Egli la chiamò, e lei si presentò davanti a lui. 13 Eliseo disse a Gheazi: «Dille così: "Tu hai avuto per noi tutta questa premura; che si può fare per te? Hai bisogno che si parli per te al re o al capo dell'esercito?"» Lei rispose: 14 «Io vivo in mezzo al mio popolo». Ed Eliseo disse: «Che si potrebbe fare per lei?» Gheazi rispose: «Certo non ha figli, e suo marito è vecchio».

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RespiroBy Anthony Perretta