“Il futuro promesso dall’intelligenza artificiale è scritto con parole rubate”. Un’inchiesta dell’Atlantic ha analizzato i libri che vengono utilizzati per addestrare i modelli linguistici: 170 mila titoli degli ultimi vent’anni, un terzo sono di fiction. È fair use? L’industria tech e quella editoriale hanno una posizione opposta a riguardo. Ma poi, sui loro software, i colossi sono altrettanto protezionisti, dopo aver fatto i paladini dell’open-source quando gli serviva a incamerare dati. È un cortocircuito. Come scrive l’Atlantic, “i libri piratati vengono utilizzati da programmi che stanno cambiando come leggiamo, impariamo e comunichiamo”.
(La traccia di sottofondo è di Pavel Bekirov su Pixabay)