PUTEOLANERS - Gente di Pozzuoli

La montagna che non c’era (Montenuovo)


Listen Later

Ci sono luoghi che nascono lentamente. Montenuovo no. Prima del 1538 lì non c’era una montagna. C’erano campi, frutteti, vigne. C’era un villaggio che si chiamava Tripergole. La terra fumava e si gonfiava, come fa qui da sempre. I tremori erano parte della vita quotidiana. C’era una donna, Lucia. Impastava il pane mentre il pavimento vibrava leggermente sotto i piedi. Si ascoltano così certe cose, da queste parti: come qualcosa che prima o poi passerà. Quella volta non passò. L’acqua dei pozzi cambiò sapore. Gli animali restavano immobili, inquieti. Alla Solfatara il respiro della terra si fece più intenso. Poi il mare si ritirò, lasciando pesci sulla sabbia. Qualcuno parlò di miracolo. Qualcun altro di presagio. La sera del 29 settembre 1538 la terra si aprì. Non fu solo un terremoto. Fu un boato profondo, un rumore che sembrava venire da sotto il mondo. Fuoco e cenere ricoprirono Tripergole. Dal mare si alzò una luce violenta. Pomici e lapilli piovvero sull’acqua. Le barche fuggirono verso largo. La gente scappava. Verso Pozzuoli. Verso Napoli. Tripergole sparì. All’alba, dove c’erano case e vigne, c’era fango caldo. E una montagna che cresceva giorno dopo giorno, senza chiedere permesso. La chiamarono Monte Nuovo. Nei giorni successivi la terra continuò a muoversi. Il fuoco diminuì, la cenere si posò, ma l’attesa restava. La gente guardava da lontano. Qualcuno provò ad avvicinarsi. Qualcuno non tornò più. Poi arrivò la voce del potere. Il Viceré fece sapere che chi fosse rimasto non avrebbe pagato tasse né debiti. Un incentivo. O forse una scommessa. Napoli sembrava più sicura, più distante da quella montagna ancora calda che fumava piano. Molti partirono comunque, con carri carichi di quello che restava di una vita. Altri rimasero. Aspettarono che la montagna si raffreddasse. Che il fuoco smettesse di uscire. Che la terra trovasse un nuovo equilibrio. Oggi Montenuovo non brucia più. Si sale a piedi, si percorre in bicicletta. I sentieri girano intorno al cratere. Dentro c’è vegetazione fitta, verde, quasi protettiva. Dal bordo si vede Pozzuoli, il mare, l’intero paesaggio dei Campi Flegrei. Non c’è traccia degli scenari di fuoco. Nessuna ombra evidente di ciò che è stato. Eppure quella montagna è lì perché un giorno la terra ha deciso di cambiare tutto. Pozzuoli non finì quel giorno.
Perché, ancora una volta, qualcuno decise di restare.
...more
View all episodesView all episodes
Download on the App Store

PUTEOLANERS - Gente di PozzuoliBy Stefania Gentile De Fraia