Angelo Targhini e Leonida Montanari, membri di una delle cosiddette "vendite", (riunioni segrete carbonare), scoperti per aver tentato di uccidere un infiltrato, furono condannati a morte per "lesa maestà" e giustiziati per decapitazione in Piazza del Popolo.
La vendetta carbonara che Targhini e Montanari avevano organizzato aveva subìto delle defezioni e probabilmente per timore di tradimenti attivi, pare che Targhini avesse deciso di "dare una lezione" a qualcuno dei disertori. Ne nacquero vere delazioni a cui seguirono una decina di arresti e condanne e la loro condanna a morte.
L'esecuzione fu opera di Mastro Titta, boia dello Stato Pontificio dal 1806 al 1864.