Al largo di Nagasaki esiste un’isola che per anni è sembrata una nave da guerra ferma in mezzo al mare.
Un blocco di cemento compatto, circondato da mura, dove migliaia di persone vivevano stipate tra palazzi altissimi e corridoi stretti.È Hashima, conosciuta da tutti come Gunkanjima, “l’isola corazzata”.Per decenni è stata uno dei luoghi più densamente popolati del pianeta. Un’isola costruita attorno al carbone, dove la vita quotidiana si svolgeva interamente dentro un labirinto di cemento: scuole, negozi, tetti trasformati in cortili, palazzi che sfidavano il mare.Poi, quando il carbone smise di essere necessario, tutto si fermò.Nel giro di poco tempo gli abitanti lasciarono l’isola, abbandonando case, oggetti e interi edifici al vento dell’oceano. Da allora Gunkanjima è rimasta lì, come una gigantesca rovina industriale sospesa tra storia, memoria e silenzio.In questo episodio di Kaos Fotografico raccontiamo la storia della “nave di cemento”: dall’epoca della febbre del carbone al suo improvviso abbandono, fino a diventare uno dei luoghi fantasma più iconici del Giappone.