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Proprio ieri il quotidiano La Regione ha pubblicato la storia di Jean Louis, che ha solo un braccialetto di perline e alle spalle una vita di fughe. È uno dei racconti che Alberto Nessi sta dedicando ai ragazzi, a quei migranti minorenni non accompagnati che arrivano in Svizzera per richiedere asilo. Li ha incontrati nel Centro Federale Asilo Pasture, a Balerna, ha parlato con loro, ha ascoltato i loro sogni, i loro percorsi difficili, e con loro ha trascorso del tempo leggendo poesie, con l'aiuto di interpreti. Da questi incontri è nata una narrazione intensa, scandita in più momenti.
Alberto Nessi del resto ha sempre dato voce a chi voce agli ultimi, agli umili, ai dimenticati, un’attenzione che gli è valsa l’appellativo di “poeta sociale”. La sua è una poetica sensibile e attenta, civica. “Solitario e solidale" è il suo motto, come quello di Albert Camus. “Per vedere bene bisogna prendere una certa distanza dalle cose”. La sua è una poetica dell’incontro, incontri quotidiani, anche con le piante, e le erbe di muro, "la famiglia infinita / delle erbe dentro le quali / brulica la mia vita". La sua opera piu recente, del 2022, è la raccolta in versi ‘La seconda bellezza. Poesie vegetali’ (Interlinea). Un libro sui segreti delle piante e della natura, specchio dell’umanità, dove le ‘poesie vegetali’ non sono solamente poesie che hanno come tema la vegetazione ma anche poesie intese come vegetali, come organismi viventi. Perché, dice, "per me tutto ha un’anima". E anche per questo dà voce anche a chi, voce non ha.
Impegnato nella vita culturale, narratore, poeta e saggista - il più tradotto nella Svizzera d’Oltralpe - Alberto Nessi è nato a Mendrisio nel 1940 e ha scelto di vivere lontano dal traffico e dal caos, a Bruzella, in Valle Muggio. Nel 2016 è stato insignito del Gran Premio svizzero di letteratura.
Lo incontriamo.
By RSI - Radiotelevisione svizzeraProprio ieri il quotidiano La Regione ha pubblicato la storia di Jean Louis, che ha solo un braccialetto di perline e alle spalle una vita di fughe. È uno dei racconti che Alberto Nessi sta dedicando ai ragazzi, a quei migranti minorenni non accompagnati che arrivano in Svizzera per richiedere asilo. Li ha incontrati nel Centro Federale Asilo Pasture, a Balerna, ha parlato con loro, ha ascoltato i loro sogni, i loro percorsi difficili, e con loro ha trascorso del tempo leggendo poesie, con l'aiuto di interpreti. Da questi incontri è nata una narrazione intensa, scandita in più momenti.
Alberto Nessi del resto ha sempre dato voce a chi voce agli ultimi, agli umili, ai dimenticati, un’attenzione che gli è valsa l’appellativo di “poeta sociale”. La sua è una poetica sensibile e attenta, civica. “Solitario e solidale" è il suo motto, come quello di Albert Camus. “Per vedere bene bisogna prendere una certa distanza dalle cose”. La sua è una poetica dell’incontro, incontri quotidiani, anche con le piante, e le erbe di muro, "la famiglia infinita / delle erbe dentro le quali / brulica la mia vita". La sua opera piu recente, del 2022, è la raccolta in versi ‘La seconda bellezza. Poesie vegetali’ (Interlinea). Un libro sui segreti delle piante e della natura, specchio dell’umanità, dove le ‘poesie vegetali’ non sono solamente poesie che hanno come tema la vegetazione ma anche poesie intese come vegetali, come organismi viventi. Perché, dice, "per me tutto ha un’anima". E anche per questo dà voce anche a chi, voce non ha.
Impegnato nella vita culturale, narratore, poeta e saggista - il più tradotto nella Svizzera d’Oltralpe - Alberto Nessi è nato a Mendrisio nel 1940 e ha scelto di vivere lontano dal traffico e dal caos, a Bruzella, in Valle Muggio. Nel 2016 è stato insignito del Gran Premio svizzero di letteratura.
Lo incontriamo.