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Nell'anno 390, quando il cristianesimo era la religione ufficiale dell'Impero romano da dieci anni, gli imperatori Valentiniano II, Teodosio I e Arcadio introdussero una legge che puniva con la morte sul rogo la prostituzione maschile. Questo rappresentò un inasprimento significativo nella legislazione romana, influenzato dagli ideali cristiani che consideravano l'omosessualità un peccato contro la riproduzione della specie. Un caso noto riguarda un auriga del circo di Tessalonica, un omosessuale acclamato dalla popolazione. Il suo arresto provocò una rivolta popolare, durante la quale il comandante goto Buterico fu linciato. In risposta, l'imperatore Teodosio I autorizzò i Goti a vendicare la morte del loro generale, portando al "massacro di Tessalonica”. In epoche precedenti, l'omosessualità tra maschi romani non era perseguita e addirittura esistevano casi noti di relazioni. Tuttavia, nel IV secolo, con la cristianizzazione dell'Impero, l'omosessualità divenne un grave peccato e la legislazione si inasprì progressivamente fino a condannare con la morte qualsiasi atto omosessuale passivo. Questo processo culminò nel 533, sotto l'imperatore Giustiniano I, quando qualsiasi atto "contro natura" comportava la condanna a morte. Ancora ogg, in alcuni paesi del mondo,i l'omosessualità è considerata un reato.
By Sirius GameNell'anno 390, quando il cristianesimo era la religione ufficiale dell'Impero romano da dieci anni, gli imperatori Valentiniano II, Teodosio I e Arcadio introdussero una legge che puniva con la morte sul rogo la prostituzione maschile. Questo rappresentò un inasprimento significativo nella legislazione romana, influenzato dagli ideali cristiani che consideravano l'omosessualità un peccato contro la riproduzione della specie. Un caso noto riguarda un auriga del circo di Tessalonica, un omosessuale acclamato dalla popolazione. Il suo arresto provocò una rivolta popolare, durante la quale il comandante goto Buterico fu linciato. In risposta, l'imperatore Teodosio I autorizzò i Goti a vendicare la morte del loro generale, portando al "massacro di Tessalonica”. In epoche precedenti, l'omosessualità tra maschi romani non era perseguita e addirittura esistevano casi noti di relazioni. Tuttavia, nel IV secolo, con la cristianizzazione dell'Impero, l'omosessualità divenne un grave peccato e la legislazione si inasprì progressivamente fino a condannare con la morte qualsiasi atto omosessuale passivo. Questo processo culminò nel 533, sotto l'imperatore Giustiniano I, quando qualsiasi atto "contro natura" comportava la condanna a morte. Ancora ogg, in alcuni paesi del mondo,i l'omosessualità è considerata un reato.

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