Il nome inventato Regalpetra richiama Racalmuto, il paese di Sciascia, ch’egli descrisse nel libro “Le parrocchie di Regalpetra”, pubblicato nel 1956.
Nel volume, Sciascia si soffermò su quelle che riguardavano le “Cronache scolastiche”, raccontate dal vivo della sua esperienza di maestro elementare: qui, nella scuola “Generale Macaluso”, Sciascia insegnò dal 1949 al 1957.
Da quelle cronache viene fuori uno spaccato molto triste e quasi rassegnato dell’istruzione: alunni provenienti da contesti sociali poveri e disagiati, programmi inadeguati che scoraggiavano persino chi sentisse profonda la “missione” dell'insegnante, che lui peraltro dichiarava di non amare affatto…
Ebbene, devi sapere che a Racalmuto puoi fare una esperienza che oggi potremmo definire “immersiva”, proprio in quel passato raccontato dallo scrittore! Puoi entrare in una vera classe degli anni ’50, proprio l’aula scolastica del maestro Leonardo Sciascia, che qui insegnò per 8 anni. Ed eccoli, li troverai lì, sistemati in buon ordine in una vera e propria Aula-Museo: i vecchi banchi in legno, gli armadi, gli oggetti tipici della scuola di allora, gli abbecedari, i pallottolieri, le carte geografiche consunte, sono proprio quelli descritti in “Cronache scolastiche”.
Qui, oltre numerosi pannelli che descrivono “Le parrocchie di Regalpetra”, lungo il corridoio, sono esposti anche i registri scolastici del piccolo alunno Leonardo Sciascia.
Particolarmente significative dello spirito di Sciascia, sono le parole che scrisse, descrivendo il suo rapporto con gli alunni; parole che ogni “maestro”, di vita prima che di scuola, vorrebbe sentirsi dire… Ricordandoli forse non molto disciplinati, «ma certamente vivi, liberi, inventivi», augurava ai suoi allievi di mantenere quelle scintille e che la vita facesse per loro quanto non era riuscito a fare il loro primo Maestro di scuola.