In cui si parla dell’orizzonte degli eventi, sull’orlo dei buchi neri e dello zio Albert; di come lo spazio-tempo crei connessioni improbabili tra universi opposti come quello di Nino e Miles. Di ottave stonate e Peppino di Capri, di una nuova amica umana, troppo umana, di un improvvisazione più sbagliata e quindi giusta, e della necessità di una semplicità necessaria.