Il 12 settembre 1990, il militare italiano Davide Cervia, scompare dalla sua casa a Velletri. Sin dall'inizio, le forze dell'ordine inquirenti sostennero anche l'ipotesi di un allontanamento volontario. A tale ricostruzione si opposero due testimoni, i quali avrebbero assistito, rispettivamente, all'atto del sequestro e alla fuga dei rapitori.
La famiglia ben presto si convince dell'ipotesi di un rapimento, connesso alle sue conoscenze tecniche e militari alla vigilia della Guerra del Golfo.
Molte delle piste, alcune seguite anche dagli inquirenti italiani, portano a paesi quali Iraq, Libia, Iran e Arabia Saudita. Un'altra pista portava invece alla Russia, e sembra legarsi al furto di tecnologie militari e alla vendita di tali segreti al KGB, vicenda che portò a due arresti nel 1989, un anno prima della scomparsa di Cervia.