Luca Amorese, il Pelè del Quadraro, scomparve nel nulla il 13 novembre del 1994. Aveva 14 anni. Rosa, la madre, capoverdiana, da 23 anni in Italia, e il padre Vincenzo, 50 anni, facchino ai mercati generali, fecero affiggere decine di manifesti con la foto del figlio nel quartiere di Roma sud.
Pochi giorni dopo la sua scomparsa i genitori ricevono una lettera firmata da Luca nella quale egli manda a dire di stare bene e di aver finalmente trovato qualcuno che lo ama. La madre riconosce l’autenticità della firma del figlio, ma sicuramente il testo è contraffatto, con molta probabilità, da un adulto.
Nel frattempo, in una baracca, appartenente ad Elvino Gargiulo che vive lì col figlio Mario, i Carabinieri ritrovano i resti completamente smontati della Vespa di Luca.
Le attenzioni si concentrano allora proprio attorno ai due Gargiulo, Elvino e Mario.
Elvino, in realtà, è un pedofilo sebbene sia sessualmente attratto anche dalle donne, e costringe il figlio Mario a partecipare ai suoi “giochi”: spesso invita nella baracca i ragazzini del quartiere per una rapida prestazione sessuale e li ricompensa regalando loro qualche biglietto da Lire 1.000 e dei giornaletti porno.