Una breve riflessione per ricordare la tragedia delle foibe e l’esodo giuliano-dalmata, in occasione del Giorno del Ricordo del 10 febbraio. Attraverso una introduzione storica e la lettura di due lettere toccanti – una dal 1945 da Pola, scritta da un esule, e una risposta dal nostro presente – si invita a non dimenticare le vittime innocenti (stimati tra 5.000 e 10.000 infoibati), i civili gettati vivi nelle voragini carsiche dai partigiani titini tra il 1943 e il 1947, e le oltre 250.000 persone costrette a lasciare case, terre e ricordi dopo il Trattato di Parigi del 1947, arrivando in Italia come profughi.
Un invito a riflettere sulla sofferenza di una pagina di storia spesso dimenticata, a conservare la memoria per le generazioni future e a riconoscere il dolore di chi ha perso tutto solo per essere italiano.