Davvero vogliamo che l’intelligenza artificiale continui sempre a imparare, dai dati che analizza, oppure ogni tanto sarebbe utile (e giusto) che l’IA “dimenticasse“ qualcosa? È la domanda, per niente filosofica, che si pone e a cui prova a rispondere Rita Cucchiara, professoressa di visione artificiale all’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia.
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