Le mani che non ho più sfiorato (Marcella Boccia)
Le mani che non ho più sfiorato Le ho cercate nell’aria, tra le pieghe invisibili del vento, nelle stanze vuote della notte dove il tuo nome è polvere e memoria. Le ho inseguite nei sogni spezzati, nelle pause tra una parola e l’altra, in quel battito di ciglia dove il tempo si ferma ma non ritorna. Erano calde, una volta, erano nido e vertigine, un rifugio che odorava di promesse sussurrate troppo piano per essere ascoltate dal destino. Ora sono assenza, un’eco che mi sfiora la pelle senza toccarmi davvero. Sono l’ombra di un tocco mancato, il vuoto che si fa carne ogni volta che tendo la mano verso il nulla.