Commento a Atti 7, 17-34
Dopo Abramo padre nella fede, perché crede al Padre della vita, e Giuseppe, padre della fraternità, perché ha per i fratelli lo stesso amore che il padre ha per lui, ora vediamo Mosè, padre del popolo. Sono le tre figure che tracciano il nostro DNA di uomini nuovi, a immagine del Figlio e del Padre. Infatti ancora e sempre in un cammino di liberazione. In Abramo vediamo la liberazione dalla sfiducia nel Padre e la libertà della fede che ci fa figli. In Giuseppe la liberazione dall’invidia che ci dà la libertà di essere fratelli. In Mosè vediamo il cammino di un popolo, liberato dalla schiavitù dell’Egitto – esterno e interiore – per giungere ad essere un popolo libero, dove ognuno vive l’amore di Dio come Padre e dell’altro come fratello. Tutta la storia è un processo di salvezza, per “abitare la terra”, dono del Padre ai suoi figli.
In questa terza figura Stefano delinea le caratteristiche di Mosè, sempre nell’ottica di rispondere al Sinedrio che lo accusa di bestemmia, come Gesù. In realtà questa bestemmia è il compimento della Parola del Dio creatore e salvatore, come si è rivelato ai nostri padri. L’epopea dell’Esodo, il cui eroe e Mosè - con la rivelazione del Nome e il passaggio dalla schiavitù alla libertà, con la pasqua e il passaggio del mar Rosso, con il dono della Legge e il cammino tortuoso verso la terra Promessa -, è il testo fondante della fede di Israele. La Genesi, recuperando tradizioni più antiche, è stato scritto in epoca posteriore, durante l’esilio, per dire che è ( sempre, anche oggi!) possibile un nuovo esodo come uscita dalle nuove schiavitù, colpevoli o meno.
Con Mosè si completa la mappatura delle nostre caratteristiche di fondo: oltre la fiducia di Abramo nel Padre e di Giuseppe nei fratelli, c’è la sete di giustizia e libertà di Mosè. Questa sete è il suo “roveto ardente” inestinguibile. Qui gli si rivela “il Nome”, principio e fine di ogni nome. Giustizia e libertà sono un binomio inscindibile per vivere in pace. La nostra storia va male perché dove c’è giustizia manca libertà e dove c’è libertà manca giustizia. Radice del male è che noi consideriamo libero il potente che fa ingiustizia. Per questo il povero giusto è schiavo dell’ingiustizia altrui. Nella scoperta del vero nome di Dio giustizia e libertà stanno insieme: la sua libertà infatti non è essere padrone, ma servo di tutti. Solo un Dio amore, che si manifesta nel processo di liberazione, ci apre l’orizzonte a un futuro sempre nuovo. Dio è Colui che è ciò che sarà; e l’uomo è chiamato a diventare come lui.
NB.: leggi l’inizio della storia di Mosè: Esodo cc. 1-3
Divisione del testo:
a. si avvicina il tempo della liberazione promessa: nascita di Mosè (17-22)
b. Mosè compie 40 anni : Mosè giustiziere/ paciere /fuggiasco in Madian (23-29)
c. Mosè compie altri 40 anni: roveto ardente e invio al popolo x liberarlo (30-34).