Nel pantheon della house music mondiale, dove troppo spesso la profondità viene sacrificata sull’altare del beat ipnotico, emerge una figura capace di dimostrare che si può far ballare il mondo nutrendone al tempo stesso la coscienza: Crystal Waters. Discendente di una dinastia musicale che include la prozia Ethel, celebre cantante e attrice degli anni Quaranta, e il padre Junior Waters, musicista jazz, Crystal cresce immersa in un ambiente dove la musica è il linguaggio naturale. A soli undici anni inizia a scrivere poesie e, a quattordici, viene ammessa nella Poetry Society of America, diventando la persona più giovane di sempre a ricevere questo riconoscimento. Una precocità letteraria che segnerà per sempre il suo approccio alla scrittura, trasformando ogni testo in un manifesto sociale mascherato da anthem da dancefloor.