Nel grande racconto della musica elettronica, dove la tecnologia incontra la cultura di strada e il futuro nasce spesso da incontri improbabili, emerge la figura di Arthur Baker. Nato a Boston Baker è un produttore che ama definirsi un pessimo DeeJay, ma possiede una qualità rara: la capacità di immaginare connessioni invisibili. Negli anni Settanta inizia come DeeJay nei club di Boston, ed è lì che sviluppa una sensibilità musicale capace di vedere ponti tra mondi lontani, intuendo che la musica del futuro nascerà proprio da quelle collisioni.