La mobilità di studenti e docenti è stata fortemente contenuta dalle restrizioni di questi mesi, limitando viaggi e spostamenti. Ma grazie al cambiamento delle modalità didattiche, pur in presenza delle limitazioni, il numero degli studenti internazionali in questo nuovo anno accademico è cresciuto di oltre il 30%. Uno dei motivi è proprio l’efficienza della didattica a distanza. In attesa della ripresa della mobilità l’ateneo ha saputo rafforzare il processo di “internationalisation at home”, corsi e stage virtuali che consentono agli studenti di frequentare università straniere e extra europee, stage in aziende, e di confrontarsi con differenti culture, lingue e realtà accademiche. Ce ne parla Pier Sandro Cocconcelli, delegato al coordinamento dei progetti di internazionalizzazione.