Il 4 maggio 1998 in un palazzo della Città del Vaticano, vengono ritrovati in una stanza, i cadaveri di Alois Estermann, 44 anni, comandante da poche ore del Corpo delle Guardie Svizzere, di Cedric Tornay, suo subordinato, e della moglie di Estermann, la venezuelana Gladys Romero.
I due coniugi, apparentemente, sono stati uccisi; il giovane Tornay, che presenta un foro da proiettile nella parte posteriore del cranio, sembra essersi suicidato.
Si attribuì la strage a un raptus del ventitreenne Cedric, a cui Estermann aveva rifiutato una promozione. La tesi ufficiale vaticana viene confermata sia dalle autopsie sia da un messaggio lasciato da Tornay, in cui il vicecaporale spiega i motivi che lo avevano spinto alla strage.
Nei giorni seguenti non mancano però i dubbi e le illazioni sulla vicenda: un quotidiano tedesco ipotizza che Estermann fosse stato una spia della Stasi, altre voci, sempre smentite, parlano di una congiura dei nobili svizzeri.