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Questo mio figlio era morto ed è tornato in vita; era perduto ed è stato ritrovato Luca 15:24
L'espressione letta descrive la pericolosità dell'esperienza vissuta dal protagonista "era morto", non usa mezzi termini lo scrittore del Vangelo nel riportare le parole di Gesù, la condizione vissuta dal figlio non doveva lasciare dubbi sulla pericolosità dell'esperienza vissuta "era morto", quella scelta comporto conseguenze che non potevano essere sottovalutate, il cammino intrapreso senza la guida di Dio segno indelebilmente la vita di questo uomo che, guardandosi alle spalle non avrebbe mai dovuto minimizzare il suo vissuto "era morto...era perduto".
In questo giorno vogliamo riflettere sul come a volte sottovalutiamo il vivere contrariamente alla Volontà di Dio, riteniamo le nostre "gite lontano dalle responsabilità spirituali" momenti di libertà dagl'impegni della nostra consacrazione, le nostre leggerezze come svaghi dalle responsabilità cristiane, le nostre cadute come giustificate reazioni a eventi e momenti di prova ma la Parola di Dio è chiara "era morto". Vogliamo comprendere che "liberati dal peccato e fatti servi di Dio, avete per frutto la vostra santificazione e per fine la vita eterna" Romani 6:22. Non vogliamo vivere di ricordi spirituali ma ogni giorno realizzare la presenza di Dio nella nostra vita " Impegnatevi a cercare la pace con tutti e la santificazione senza la quale nessuno vedrà il Signore" Ebrei 12:14. La ripresa comunione con Dio segnerà l'inizio di una nuova vita che ogni persona attorno a noi riconoscerà "è tornato in vita", la descrizione che Dio trasmette di questo momento è legata ad un rapporto ritrovato; Dio ci sta aspettando, osserva l'orizzonte nell'attesa che la nostra vita riprenda la strada che conduce alla sua presenza, questo porterà alla meravigliosa dichiarazione di Dio "era perduto ed è stato ritrovato".
By Fin dal mattinoQuesto mio figlio era morto ed è tornato in vita; era perduto ed è stato ritrovato Luca 15:24
L'espressione letta descrive la pericolosità dell'esperienza vissuta dal protagonista "era morto", non usa mezzi termini lo scrittore del Vangelo nel riportare le parole di Gesù, la condizione vissuta dal figlio non doveva lasciare dubbi sulla pericolosità dell'esperienza vissuta "era morto", quella scelta comporto conseguenze che non potevano essere sottovalutate, il cammino intrapreso senza la guida di Dio segno indelebilmente la vita di questo uomo che, guardandosi alle spalle non avrebbe mai dovuto minimizzare il suo vissuto "era morto...era perduto".
In questo giorno vogliamo riflettere sul come a volte sottovalutiamo il vivere contrariamente alla Volontà di Dio, riteniamo le nostre "gite lontano dalle responsabilità spirituali" momenti di libertà dagl'impegni della nostra consacrazione, le nostre leggerezze come svaghi dalle responsabilità cristiane, le nostre cadute come giustificate reazioni a eventi e momenti di prova ma la Parola di Dio è chiara "era morto". Vogliamo comprendere che "liberati dal peccato e fatti servi di Dio, avete per frutto la vostra santificazione e per fine la vita eterna" Romani 6:22. Non vogliamo vivere di ricordi spirituali ma ogni giorno realizzare la presenza di Dio nella nostra vita " Impegnatevi a cercare la pace con tutti e la santificazione senza la quale nessuno vedrà il Signore" Ebrei 12:14. La ripresa comunione con Dio segnerà l'inizio di una nuova vita che ogni persona attorno a noi riconoscerà "è tornato in vita", la descrizione che Dio trasmette di questo momento è legata ad un rapporto ritrovato; Dio ci sta aspettando, osserva l'orizzonte nell'attesa che la nostra vita riprenda la strada che conduce alla sua presenza, questo porterà alla meravigliosa dichiarazione di Dio "era perduto ed è stato ritrovato".