Ci sono anche gli animali nella Divina Commedia e non sono tutti mostruosi o inventati. Oggi parliamo di un esserino minuscolo ma di grande fascino.
Lucciole (Inferno, XXVI, 25/33)
Quante ’l villan ch’al poggio si riposa, nel tempo che colui che ’l mondo schiara la faccia sua a noi tien meno ascosa, come la mosca cede alla zanzara, vede lucciole giù per la vallea, forse colà dov’è vendemmia e ara:
di tante fiamme tutta risplendea l’ottava bolgia, sì com’io m’accorsi tosto che fui là ’ve ’l fondo parea.