“vivo come si deve, in modo non disdicevole (ma indicibile, come non si può), mantenendo la parola, difendendomi, appartandomi dalla felicità, semiviva (per gli altri più che – ma io lo so certo meglio), ignorando io stessa perché vivo in questo modo, obbediente nella violenza su me stessa, e andando perfino su quella montagna dei Cherubini – seguendo una voce, per volontà altrui, non mia”