La Strada degli Scrittori

Miniere di sale e di zolfo – Racalmuto


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Nella seconda metà dell’Ottocento e fino alla prima guerra mondiale Racalmuto era noto come “il paese del sale”. Leonardo Sciascia nel romanzo “Le Parrocchie di Regalpetra” del 1956, dedicò una lunga descrizione alle miniere di salgemma, mentre nei “Salinari” descrisse la vita, i pericoli e gli innumerevoli problemi di salute causati ai lavoratori in quelle miniere. Sciascia ci racconta che nel territorio della sua Racalmuto ci fu «un’avidità di sfruttamento, una vicenda di arricchimenti e decadenze paragonabili a quelli della corsa all’oro che segna tanta parte della storia americana».
A soli due chilometri dal centro si trova la Miniera di Salgemma gestita dall’azienda Italkali, uno tra i principali siti di produzione del sale siciliano, l’unico rimasto aperto in quest’area. Visitare le miniere è un’esperienza incredibile! Solo scendendo in queste gallerie, a circa 100 metri di profondità, scoprirai che il sale marino fossile che qui si estrae ha una inimmaginabile quantità di sfumature create dall’alternanza fra strati di kainite e salgemma! Figurati che la ricchezza dei colori di queste gallerie, ampie e alte come cattedrali, impressionò anche i viaggiatori del Gran Tour del 1700!
Sciascia, come Pirandello, aveva una storia familiare legata alle miniere di zolfo che esistevano anche a Racalmuto. Proprio attorno all’epopea dello zolfo matura la sua opera. La sua era una famiglia di minatori: il nonno Leonardo Sciascia-Alfieri entrò in miniera a nove anni, era un “caruso”, e fu a lungo un minatore, finché, studiando la notte, non riuscì a emanciparsi e a passare all’amministrazione della zolfara. Anche il padre Pasquale, lavorò come contabile nelle miniere, mentre il fratello di Leonardo, Giuseppe, studiò alla Regia scuola mineraria «Sebastiano Mottura» di Caltanissetta, per poi lavorare in miniera, ma finì suicida. Una tragedia che segnò profondamente lo scrittore e di cui quasi mai parlava.
A Racalmuto, della storia di queste miniere di sale e zolfo resta memoria nel circolo della “Lega zolfatai e salinai”, che si trova ai piedi della scalinata del Santuario della Madonna del Monte, nato intorno al 1890. Un altro luogo cui Sciascia fu legato è il “Circolo Unione”, fondato nel 1836 come circolo dei galantuomini e dei borghesi, di cui lo scrittore fu socio sin da ragazzo. Ecco spiegato perché la celebre statua di Sciascia, realizzata ad altezza naturale dallo scultore Giuseppe Agnello, è stata collocata proprio nel marciapiede dove sorge il Circolo Unione.
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La Strada degli ScrittoriBy Anas