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Moltbook è stato, per pochi giorni, una “piazza” pubblica dove agenti IA potevano postare e interagire come in un social: una prova generale dell’internet degli agenti. La cronaca (inclusa una vulnerabilità segnalata da ricercatori e ricostruita da media internazionali) diventa un test di realtà: quando il testo smette di essere solo risposta e diventa istruzione che abilita azioni, l’errore non resta nel linguaggio—si propaga nelle integrazioni, nelle credenziali e nei sistemi collegati.
Nella lente GDE, il punto chiave è la frattura testo↔realtà: lo spazio semantico produce narrazioni coerenti, ma senza un vincolo forte ai fatti; finché è “consiglio” è gestibile, quando è “comando” diventa rischio sistemico (soprattutto in architetture multi-agente, dove l’errore è contagioso).
Perché conta adesso (numeri e trend):
Adozione di massa: nel 2025 il 32,7% degli europei (16–74) dichiara di aver usato GenAI; 15,1% per lavoro e 9,4% per istruzione formale.
Produttività: promessa vs misura: un trial del governo UK su Copilot riporta 26 minuti/giorno di risparmio medio, ma altri esperimenti mostrano anche casi in cui l’IA rallenta, quando il costo di verifica supera il beneficio.
Cyber e delega: nel campione Netskope, violazioni di policy dati legate a GenAI: 223/mese in media, oltre 2.100/mese nel quartile alto.
Tre scenari (post-Moltbook) per professioni e organizzazioni:
Agente “certificato”: produttività con tracciabilità (prompt come codice, permessi minimi, log end-to-end).
Efficienza disordinata: agenti ovunque, controlli in ritardo, incidenti frequenti.
Reazione e sovranità: freno regolatorio e ritorno a soluzioni “in casa”/cloud sovrani, con crescita più lenta ma meno rischio sistemico.
Geopolitica della regolazione:
UE: AI Act con tappe fino alla piena efficacia (agosto 2026).
Cina: approccio centrato su scala+controllo (circa 515 milioni di utenti GenAI a giugno 2025) e misure di etichettatura.
USA: ecosistema dominante, ma standard più frammentati; Italia: legge quadro 2025 nel perimetro europeo.
Checklist operativa (GDE): cosa chiedere agli agenti prima di delegare
Individui/famiglie: separare identità e credenziali; chiedere cronologia azioni e fonti; evitare deleghe irreversibili senza controllo umano.
Imprese/professioni: prompt come codice; privilegio minimo; audit log end-to-end; “stop condition” su pagamenti/contratti/dati sensibili; controlli anti-propagazione tra sistemi collegati.
Stati/scuola: standard minimi di auditabilità; trasparenza/etichettatura dove serve; competenze diffuse; procurement con diritto di audit e anti-lock-in.
Filo rosso: l’IA sta diventando sistema di deleghe e integrazioni, non solo generazione di testo; quindi l’auditabilità non è un lusso, ma la condizione per tenere insieme innovazione, sicurezza e fiducia.
By Andrea Viliotti – Consulente Strategico AI per la Crescita AziendaleMoltbook è stato, per pochi giorni, una “piazza” pubblica dove agenti IA potevano postare e interagire come in un social: una prova generale dell’internet degli agenti. La cronaca (inclusa una vulnerabilità segnalata da ricercatori e ricostruita da media internazionali) diventa un test di realtà: quando il testo smette di essere solo risposta e diventa istruzione che abilita azioni, l’errore non resta nel linguaggio—si propaga nelle integrazioni, nelle credenziali e nei sistemi collegati.
Nella lente GDE, il punto chiave è la frattura testo↔realtà: lo spazio semantico produce narrazioni coerenti, ma senza un vincolo forte ai fatti; finché è “consiglio” è gestibile, quando è “comando” diventa rischio sistemico (soprattutto in architetture multi-agente, dove l’errore è contagioso).
Perché conta adesso (numeri e trend):
Adozione di massa: nel 2025 il 32,7% degli europei (16–74) dichiara di aver usato GenAI; 15,1% per lavoro e 9,4% per istruzione formale.
Produttività: promessa vs misura: un trial del governo UK su Copilot riporta 26 minuti/giorno di risparmio medio, ma altri esperimenti mostrano anche casi in cui l’IA rallenta, quando il costo di verifica supera il beneficio.
Cyber e delega: nel campione Netskope, violazioni di policy dati legate a GenAI: 223/mese in media, oltre 2.100/mese nel quartile alto.
Tre scenari (post-Moltbook) per professioni e organizzazioni:
Agente “certificato”: produttività con tracciabilità (prompt come codice, permessi minimi, log end-to-end).
Efficienza disordinata: agenti ovunque, controlli in ritardo, incidenti frequenti.
Reazione e sovranità: freno regolatorio e ritorno a soluzioni “in casa”/cloud sovrani, con crescita più lenta ma meno rischio sistemico.
Geopolitica della regolazione:
UE: AI Act con tappe fino alla piena efficacia (agosto 2026).
Cina: approccio centrato su scala+controllo (circa 515 milioni di utenti GenAI a giugno 2025) e misure di etichettatura.
USA: ecosistema dominante, ma standard più frammentati; Italia: legge quadro 2025 nel perimetro europeo.
Checklist operativa (GDE): cosa chiedere agli agenti prima di delegare
Individui/famiglie: separare identità e credenziali; chiedere cronologia azioni e fonti; evitare deleghe irreversibili senza controllo umano.
Imprese/professioni: prompt come codice; privilegio minimo; audit log end-to-end; “stop condition” su pagamenti/contratti/dati sensibili; controlli anti-propagazione tra sistemi collegati.
Stati/scuola: standard minimi di auditabilità; trasparenza/etichettatura dove serve; competenze diffuse; procurement con diritto di audit e anti-lock-in.
Filo rosso: l’IA sta diventando sistema di deleghe e integrazioni, non solo generazione di testo; quindi l’auditabilità non è un lusso, ma la condizione per tenere insieme innovazione, sicurezza e fiducia.