Cuspide destra. Coetaneo e compagno di Lenin, Mostovskoj vive una vita movimentata e votata alla rivoluzione: sotto lo zar patisce la sua parte di prigione e di Siberia, d’esilio a Londra e a Ginevra, di privazioni, di persecuzioni, di clandestinità. Poi finalmente la rivoluzione, e gli anni immediatamente successivi di fatica estenuante per costruire la nuova repubblica sovietica. Ma negli anni Trenta è via via emarginato. Mostovskoj non condivide il nuovo corso del partito. Ritiene sbagliato il potere assoluto di Stalin, è angustiato dai processi sanguinosi contro l’opposizione, è sgomento di fronte alle cose tremende accadute prima della guerra. Ma la sua convinzione profonda è di non poter, anzi di non dover osteggiare l’azione del partito, pena l’intralcio all’opera stessa di Lenin, un’opera storica grandiosa, cui ha dedicato tutta la sua vita.