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OMELIA MERCOLEDI' DELLE CENERI (Mt 6,1-6.16-18) di Don Stefano Bimbi
Oggi iniziamo la Quaresima con un gesto sobrio e potentissimo: le ceneri sul capo. Non sono un simbolo triste, ma di rinnovamento. Ci dicono due cose: la vita passa e, proprio per questo, la vita è preziosa. Le ceneri smascherano le maschere. E ci chiedono: davanti a chi sto vivendo? Per chi sto facendo quello che faccio?
Nel Vangelo Gesù ci consegna il cuore della Quaresima con una frase che suona come un allarme: "Guardatevi dal praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati."
Non dice che elemosina, preghiera e digiuno siano inutili. Al contrario: sono indispensabili. Ma c'è un rischio sottile: fare cose sante per un motivo sbagliato. Cercare lo sguardo degli altri, l'applauso, la reputazione. Una religiosità "in vetrina".
E allora Gesù ripete tre volte una parola che è la chiave: "nel segreto".
L'elemosina nel segreto. La preghiera nel segreto. Il digiuno nel segreto.
E tre volte promette: "il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà."
1) ELEMOSINA: NON SOLO DARE, MA LIBERARE IL CUORE
Quando Gesù parla di elemosina, non sta dicendo soltanto "fai una offerta ai poveri". Sta dicendo: rompi l'idolo del possesso. L'elemosina è la cura contro quel pensiero che ci stringe: "è mio, mi serve, non basta mai."
Fare elemosina "nel segreto" significa: non la uso per sentirmi migliore, non la uso per costruirmi un'immagine. La faccio perché l'altro è mio fratello, perché Dio è Padre, perché ciò che ho l'ho ricevuto.
Quaresima è un tempo buono per chiedersi: di chi mi sto dimenticando? chi sto lasciando solo? A volte l'elemosina più grande non è il denaro: è il tempo, l'ascolto, una visita, una telefonata, il perdono offerto.
Esempi di impegni concreti per la Quaresima:
- Una busta (o bonifico) quaresimale settimanale: scegliere una cifra fissa (anche piccola) e destinarla ogni settimana a Caritas/parrocchia/una famiglia in difficoltà, senza dirlo a nessuno.
- Sostenere un bisogno reale di una persona che si conosce e non sta attraversando un buon periodo dal punto di vista dei soldi.
- Tempo-dono: un pomeriggio alla settimana facciamo una visita a un anziano solo, un malato, o un servizio concreto in parrocchia o presso associazioni caritatevoli.
- Carità in casa: spegnere una discussione sul nascere, chiedere scusa per primi, fare un atto di gentilezza senza farlo notare.
2) PREGHIERA: ENTRA NELLA STANZA, RIENTRA IN TE STESSO
Gesù dice: "Quando preghi, entra nella tua camera e prega il Padre nel segreto".
Non è un invito a disprezzare la preghiera comunitaria - che è fondamentale - ma a custodire la sorgente: l'incontro personale.
La Quaresima non è anzitutto "fare di più", ma tornare a Dio. E tornare a Dio significa tornare alla verità del cuore. Nel segreto cadono le recite. Nel segreto si può dire: "Signore, tu mi conosci, eccomi come sono, aiutami a diventare quello che vuoi tu".
Esempi di impegni concreti per la Quaresima:
- dieci minuti di preghiera al giorno "non negoziabili" (cioè senza eccezioni, a meno di impedimenti gravi): stessa ora, stesso luogo. Meglio poco, ma fedele ogni giorno.
- Un brano del Vangelo ogni giorno (potrebbe essere il Vangelo che si legge quel giorno alla Messa oppure la lettura continuata di un Vangelo): leggere, sottolineare una frase, portarla nel cuore durante la giornata, trasformarla in preghiera.
- Preghiera breve, ma frequente: scegliere un'invocazione (es. "Gesù, confido in te", "Signore, abbi pietà di me peccatore", "Padre, sia fatta la tua volontà") e ripeterla spesso durante la giornata.
- Una Via Crucis a settimana (preferibilmente in chiesa con la comunità).
- Confessione programmata: decidere oggi una cadenza in Quaresima per confessarsi, senza rimandare "a quando avrò tempo". Ad esempio: ogni due settimane oppure ogni settimana.
3) DIGIUNO: NON PER MOSTRARSI, MA PER CAMBIARE DAVVERO
Sul digiuno Gesù è molto concreto: "profùmati la testa e làvati il volto".
Cioè: non farla pesare a nessuno. Non trasformare il sacrificio in teatro.
Il digiuno è una medicina contro la schiavitù: quella di dover avere sempre, consumare sempre, riempirsi sempre.
Il digiuno cristiano non è solo "togliere": è soprattutto fare spazio.
Togli qualcosa perché torni a emergere l'essenziale. Digiuno per accorgermi di ciò che mi domina. Digiuno per riscoprire che il cuore ha fame non solo di pane, ma di senso, di amore, di pace.
E qui possiamo capire il legame con le ceneri: oggi la Chiesa ci mette sul capo un segno che non si può esibire come un trofeo. È polvere. È fragilità. È verità. È come se ci dicesse: "Smettila di costruire un personaggio. Torna figlio".
Esempi di impegni concreti per la Quaresima:
- Digiuno "classico" con senso: un giorno a settimana con un pasto sobrio (o saltato), offrendo quella fame per qualcuno (una persona malata, una famiglia ferita, la pace con chi si è litigato). Ovviamente salvo restando il digiuno del mercoledì delle ceneri e del venerdì santo e l'astinenza dalle carni e dai cibi ricercati il venerdì.
- Digiuno dagli acquisti: per tutta la Quaresima comprare solo l'essenziale; niente "sfizi" online. Mettere da parte il risparmio per la carità. Altrimenti se teniamo per noi il denaro risparmiato, la rinuncia è stato solo un attendere di poter usare quei soldi in un secondo momento.
- Digiuno dalla lamentela: scegliere un giorno alla settimana in cui mi sforzo di non criticare, non mormorare, non parlare male. Di nessuno.
- Digiuno dalle parole inutili: ridurre discussioni sterili (terminandole appena ci si accorge che non portano a nulla), eliminare risposte impulsive, ironie taglienti. Tutto questo per far spazio a una parola buona.
- Digiuno dai social o dalle serie televisive: stabilire un limite (es. 30 minuti al giorno) e il tempo liberato va utilizzato per una maggiore presenza in famiglia, non solo fisica.
- Digiuno "relazionale": rinunciare a "avere ragione" nei confronti di una persona concreta
- Digiuno digitale: niente telefono nei primi 20 minuti del mattino (o dopo cena) e quel momento diventa tempo per la preghiera e lo stare con i familiari.
Ovviamente tutti gli impegni quaresimali che desideriamo prendere vanno sottoposti al sapiente giudizio del Padre Spirituale per evitare eccessi, sia il troppo che il poco. Se non si ha il Padre Spirituale prendiamo l'impegno principale di trovare un sacerdote disponibile a seguirci nel cammino della vita.
IL PADRE CHE VEDE NEL SEGRETO
In conclusione ricordiamo che la parola più consolante del Vangelo di oggi è questa: Dio vede. Vede le fatiche che nessuno riconosce. Vede le rinunce che nessuno nota. Vede le lacrime nascoste. Vede anche il bene piccolo e silenzioso.
E la sua "ricompensa" non è un premio solo simbolico: è la reale comunione con Lui, una libertà nuova, un cuore più leggero, una gioia più pulita.
Iniziamo questa Quaresima non con l'ansia di dimostrare qualcosa agli altri, e neanche a noi stessi, ma con il desiderio di ritornare al Padre.
Prendiamo seriamente qualcuno tra gli impegni concreti visti sopra o altri simili. Riassumendo, questi saranno: scegliere una cosa da lasciare (un'abitudine che ci appesantisce), una cosa da fare (un gesto di carità reale), e una cosa da custodire (un tempo quotidiano di preghiera). Nel segreto. Per il Padre.